A 23 anni è il testimonial delle donazioni di organi

Colpito da una rara patologia dopo l’esame di Maturità, ha subìto l’intervento Poi ha fondato l’Associazione pescarese trapiantati di rene, che ha già 40 iscritti
PESCARA. La vita di Francesco Cipollone è cambiata di colpo a 18 anni, tre settimane dopo aver festeggiato la maturità con amici e parenti. Mentre i suoi coetanei si dividevano tra lo sport, lo studio e i primi amori, il giovane - di Francavilla - ha dovuto affrontare prima la conta dei giorni per la dialisi, poi la lunga attesa per il trapianto e, infine, l'intervento che gli ha permesso di tornare finalmente alla vita normale.
Problemi che generalmente affronta un adulto e non un ragazzo nel pieno della sua età più bella. Oggi, a 23 anni, Francesco è un brillante studente di Medicina e Chirurgia impegnato in prima persona nel volontariato attraverso l'Associazione nazionale trapiantati di rene (Antr), la cui sede pescarese è stata fondata dal giovane nel giugno scorso raccogliendo circa 40 iscritti.
«Mi sento fortunato», si schernisce Francesco Cipollone, «tante volte la sanità regionale viene criticata, ma sia all'unità di Nefrologia e Dialisi di Pescara diretta da Antonio Ciofani sia nell'unità operativa di trapianti d'organo dell'ospedale dell'Aquila diretto da Francesco Pisani ho trovato un'elevata professionalità e un'attenzione premurosa da parte di medici e infermieri. È per questo che attraverso l'associazione vorrei restituire alla società un po' di quello che mi è stato dato».
La sede centrale dell'Antr è a Bologna, ma in Abruzzo l'organizzazione è presente all'Aquila con il presidente Giovanni Mancini e a Pescara con Cipollone. L'obiettivo è l'organizzazione di iniziative e campagne per stimolare le persone alla donazione di organi e tessuti e, in generale, per dare una mano ai dializzati.
«Il dializzato è un paziente cronico che si porta dietro un carico di problemi e ansie», racconta Francesco Cipollone, «la terapia è un momento fondamentale che regola e scandisce la sua esistenza. Lo so bene, perché l'ho dovuta affrontare a 18 anni. Ho sempre fatto sport e giocato a calcio. Ma all'improvviso ho dovuto sospendere tutto».
Per quasi due anni, tre volte a settimana per circa quattro ore a seduta, Francesco è vissuto attaccato al macchinario, che gli ha consentito di ripulire e purificare il sangue per eliminare le sostanze tossiche dall'organismo. Un periodo difficile che è riuscito a superare soltanto grazie alla sua straordinaria forza di volontà.
«Non è stato facile», aggiunge il giovane, «non ero abituato ad avere problemi di salute perché ho sempre fatto sport e sono di costituzione sana. Mi sono trovato spiazzato quando, dopo un semplice prelievo fatto a cavallo tra il quarto e il quinto anno di scuola, ho scoperto di essere affetto da una rara patologia autoimmune. Solo l'aiuto degli infermieri e dei medici mi ha permesso di recuperare la tranquillità e prendere la situazione con filosofia. Mi sono detto: pensiamo di dover andare in palestra tre volte a settimana per sottoporci ad allenamenti molto lunghi».
Durante i due anni della dialisi, Francesco Cipollone non ha mai mollato: è riuscito a diplomarsi al liceo classico di Pescara con ottimi voti e successivamente ha superato i test d'ingresso a Medicina e Chirurgia all'università d'Annunzio di Chieti. Poi, un giorno qualunque, è finalmente squillato il telefono per avvisarlo che era stato trovato un donatore per il trapianto di rene.
«Lo aspettavo tanto», dice il giovane, «però quando è arrivata la notizia è iniziata a salire l'ansia. L'intervento è stato effettuato all'Aquila e la sostituzione del rene è avvenuta da cadavere. È andato tutto per il meglio, anche il decorso post operatorio è durato poche settimane. Per me è stata come una liberazione perché solo dopo l'operazione ho potuto abbandonare del tutto la schiavitù della dialisi».
Oggi, a 23 anni, Francesco Cipollone è impegnato a 360 gradi nel volontariato. La sua associazione l'Antr di Pescara raccoglie 40 iscritti tra dializzati, parenti e amici che aiutano il giovane nella sua battaglia per sensibilizzare i cittadini su tematiche di alto valore sociale come l'importanza delle donazioni e la riduzione delle liste di attesa dei trapianti.
«Il desiderio e l'auspicio», conclude, «è che i politici e i dirigenti la smettano con i tagli lineari alla sanità. I medici e gli infermieri sono stati determinanti nell'aiutarmi a superare le difficoltà: mi sono stati sempre accanto e sono stati sempre attenti a ogni mia necessità».
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