«A 85 anni sono ancora in bottega»

9 Dicembre 2023

Giovanni Camplone, dello storico alimentari di via Aterno: «Apro anche a Natale»

PESCARA. «Quando mi alzo la mattina, ho sempre voglia di lavorare, come se fosse il primo giorno».
Giovanni Camplone, 85 anni, da 67 dietro al banco gastronomia del suo negozio di alimentari, in via Aterno 71, risponde così quando gli si chiede se ha ancora voglia di alzarsi presto per aprire la bottega, alle 7 tutti i giorni. L’attività nasce nel 1956, Pescara Ovest, vicino al quartiere Rancitelli e a altre aree ai margini della città. Una strada molto frequentata dai tanti automobilisti che arrivano anche dai paesi limitrofi, come Spoltore e Sambuceto. Con il tempo il negozio di alimentari, inizialmente sul lato opposto della via e poi a pochi metri di distanza dal punto in cui si trova dal 1975, è diventato un piccolo market. Ad aiutare Giovanni, da 23 anni, c’è Guendalina Pitocco. L’atmosfera che si respira, nel varcare la soglia del negozio, è quella famigliare, tipica delle piccole botteghe di paese. «Negli anni, pian piano, questa zona è cambiata», racconta Camplone. «I palazzi sono aumentati, ma sono stati aperti anche diversi supermercati e così noi soffriamo. I clienti non mancano, ma non si può competere. Il Comune dovrebbe tutelarci di più, sostenere i piccoli negozi, necessari per il quartiere», va avanti Giovanni che dopo tanti anni dice, «no, non sono ancora stanco».
«Ho lavorato per tutto questo tempo, 365 giorni all’anno, senza fermarmi mai. Apro anche la mattina di Natale e a Pasqua, e cpsì ho salvato tante persone perché nei giorni di festa non si trova nulla, e se i clienti hanno bisogno di qualcosa, pensano: andiamo da Giovanni». Custodisce con cura la foto della madre Linda Pagliaro. «Devo molto a lei», confida, «era una donna straordinaria. È rimasta vedova quando avevo solo cinque anni e ha permesso a me e ai miei due fratelli, Francesco e Lucio, di studiare. Qui al negozio, fin quando ha potuto, mi ha aiutato».
Al banco, Giovanni indica il prosciutto e la mortadella in particolare, «prodotti di primissima qualità», spiega. «Le persone vengono da me, soprattutto i clienti più affezionati da generazioni, perché sanno bene cosa trovare. Vede, a me non importa guadagnare tanto, ma ho sempre lavorato con passione, con il cuore. Se un prodotto non mi piace, non lo prendo. Sono molto severo».
Riguardo alla zona dove lavora, Camplone confessa di aver subito delle minacce da malintenzionati pronti a rubare in negozio, «ma non mi sono fatto prendere dal panico», racconta. «Alcuni mesi fa una persona è arrivata con un coltello da cucina, ma non gli ho permesso di farmi del male. Alla fine ha preso cinque euro. Quattro anni fa, invece, ho vissuto attimi di paura, perché il malvivente è entrato qui dentro con un coltello molto più grande ed è stata una dura lotta, durata 15-20 minuti. Per fortuna sono riuscito a difendermi». Al negozio, Giovanni Camplone, che non si è mai sposato, ha dedicato la sua vita: «Nipoti e pronipoti mi vogliono molto bene».