Pescara. Centro storico e movida. Divieti verso il rinnovo

Il sindaco studia il rinnovo dell'ordinanza cenerentola. E oggi in commissione le osservazioni dei cittadini al piano acustico
PESCARA
Scocca la mezzanotte e Cenerentola scappa via: così da mezzanotte di ieri sera è svanita anche la stretta sulla movida notturna di Pescara Vecchia. Ma solo per poco: il Comune sta aspettando l’esito delle ultime rilevazioni dell’Arpa Abruzzo e, se i rumori saranno ancora troppo alti, entro giovedì il sindaco Carlo Masci dovrà firmare una nuova ordinanza per limitare i rumori tra via dei Bastioni, piazza Unione, corso Manthonè, piazza Garibaldi e via delle Caserme. L’atto è sempre lo stesso (come in piazza Muzii): dal venerdì alla domenica, da mezzanotte alle 6, stop alla somministrazione su tavoli e sedie all'esterno in aree pubbliche o private. Previsto anche il divieto di vendita per asporto e consumo sul posto di bevande alcoliche. Resta autorizzata la vendita con consegna a domicilio.
OGGI IL TAVOLO
In attesa dei dati dell’Arpa, questa mattina, in Commissione comunale Ambiente, presieduta da Roberto Carota (FdI), i consiglieri sono chiamati a confrontarsi sul piano di risanamento acustico del centro storico. Durante la seduta, verranno presentate le osservazioni avanzate dai cittadini sul piano di risanamento acustico, cioè la regolamentazione delle attività che si possono svolgere in una determinata zona per ridurre il rumore, dove l'Arpa ha verificato il superamento dei limiti acustici. Le osservazioni saranno poi sottoposte al vaglio del Consiglio comunale.
LA PROROGA
Intanto, gli uffici stanno già predisponendo una nuova ordinanza che verosimilmente entrerà in vigore già questo fine settimana: la firma del sindaco potrebbe arrivare tra mercoledì e giovedì.
GLI ESERCENTI
E in attesa dell’ordinanza, emerge il malcontento degli esercenti, che chiedono un intervento più ampio per rilanciare la zona. «La situazione di Pescara Vecchia non è delle migliori. Il problema riguarda soprattutto la qualità della zona e, di conseguenza, la sua capacità commerciale, in particolare nelle ore serali», spiega Mario Basile di Premiere. Per Basile il problema va oltre la movida: «Pescara Vecchia vive una vera desertificazione sociale, urbana e progettuale». L’ordinanza, però, non va cancellata: «Va migliorata in alcuni aspetti, ma non eliminata. Può essere uno strumento utile. Non può però diventare la soluzione a un problema molto più ampio». Servono, secondo l’esercente, «nuove attività e un’offerta di maggiore qualità», insieme a investimenti privati e interventi dell’amministrazione. «La vera sfida è restituire alla zona identità, qualità, sicurezza e attrattività». Critico anche Luca Falcone dello Scumm: «Si conclude questa estate mutilata dalla seconda ordinanza, con la speranza che si rimedi agli errori e si mettano in campo altri strumenti magari in accordo con i residenti e gli esercenti della zona». Falcone racconta una stagione difficile: «È stato surreale dover spiegare ai turisti presenti che a mezzanotte dovevano lasciare i tavolini e spostarsi dentro, al chiuso, in locali di pochissimi metri quadri». E conclude: «L’estate è sempre stato il momento in cui a Pescara Vecchia si poteva fare un lavoro di accoglienza per chi volesse stare tranquillo e lontano dal caos, ma ci hanno tolto anche questo: i locali aperti erano meno della metà dell’estate scorsa, non una bella cartolina per la città».
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