A caccia durante il lavoro Sconto all’ex direttore Asl

La Corte d’appello ha ridotto la pena a 4 anni e 2 mesi per Riccardo Alderighi Nel mirino anche irregolarità nella gestione della commissione invalidità
PESCARA. La Corte d'appello dell'Aquila ha riformato parzialmente la sentenza emessa in primo grado un anno fa dal tribunale collegiale di Pescara riguardante la vicenda del distretto Asl di Scafa, che nel 2009 portò agli arresti domiciliari l'ex direttore Riccardo Alderighi. Ieri i giudici aquilani hanno, infatti, ridotto la condanna di Alderighi, attualmente in pensione, da quattro anni e 6 mesi a quattro anni e 2 mesi.
Un lieve sconto di pena dovuto alla prescrizione di alcuni reati e all'assoluzione per altre imputazioni. Confermata invece la pena di 6 mesi per la moglie di Alderighi e all'epoca dei fatti anche infermiera nel distretto Fabrizia Di Domenico. E' andata meglio all'ex segretaria Nadia Nubile, condannata a due anni a fronte dei 3 anni e 6 mesi inflitti dal tribunale. Una riduzione consistente dovuta al fatto che l'ex segretaria è stata assolta dal peculato.
Pena ridotta anche per Fulvio De Arcangelis, presidente della 13esima commissione invalidità, condannato in appello a un anno e 8 mesi; in primo grado erano 2 anni. De Arcangelis, difeso dall'avvocato Dario Bini, è stato però assolto da alcuni episodi relativi ai reati di falso e truffa. Assoluzione «perché il fatto non sussiste" per il cardiologo Claudio Frattaroli, difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre. Il medico era stato condannato dai giudici pescaresi a un anno e 8 mesi. Pena di sei mesi confermata per Fernando Ventura, mentre Marisa Ventura, assistita dall'avvocato Franco Sabatini, ha incassato alcune assoluzioni e la pena è stata, quindi, ridotta da un anno e 3 mesi a 6 mesi. Per Donato Di Mezzo, accusato solo di turbativa d'asta, è stato dichiarato il non doversi procedere per prescrizione (n primo grado condanna a un anno). I fatti contestati risalgono al 2008 e nel mirino del pm Gennaro Varone erano finite alcune presunte irregolarità nella gestione della commissione di invalidità, nei lavori di manutenzione delle strutture e nelle procedure per riparare i macchinari elettromedicali e nell'utilizzo dei badge per le timbrature. Nello specifico, i giudici aquilani hanno confermato le accuse di assenteismo a carico di Alderighi, difeso dall'avvocato Sergio Della Rocca, per episodi di assenza ingiustificata dal lavoro.
In primo grado, infatti, era stato condannato per truffa per tre giornate lavorative in cui non sarebbe stato nella Asl se non per pochi minuti e in una si sarebbe recato a caccia. Il reato, comunque, a breve cadrà in prescrizione. Che ha invece già spazzato via l’abuso a carico dell'ex direttore del distretto per aver distratto dal lavoro due dipendenti Asl per l'esecuzione di opere edili nella sua casa. Il tempo ha cancellato anche la turbativa d'asta per i lavori di ristrutturazione del distretto: lavori da 263 mila euro la cui aggiudicazione, secondo l'accusa, sarebbe avvenuta simulando la competizione grazie all'uso di preventivi di comodo. L'appello, infine, ha confermato alcuni episodi di falso relativi alle modalità di valutazione dell’invalidità dei pazienti da parte della commissione di invalidità. Per altri episodi analoghi invece Alderighi e altri imputati sono stati assolti.
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