PESCARA

A Catania fumogeni e bombe carta contro i tifosi biancazzurri

Il bus degli sostenitori del Delfino è stato intercettato dagli ultrà etnei. La Digos in assetto antisommossa ha messo fine allo scontro. Due arresti. Il rammarico della società etnea

CATANIA. Lancio di fumogeni e bombe carta contro i tifosi del Pescara ieri sera a Catania, in occasione della partita di Coppa Italia. La guerriglia tra opposte tifoserie è scoppiata nel pre-partita. Per ragioni di sicurezza il bus di linea urbana con una quarantina di tifosi biancazzurri, che si stava recando allo stadio Massimino, è stato fatto transitare da via Ala, vicino lo stadio, a gara cominciata così da evitare contatti con i sostenitori etnei.

leggi anche: Il Pescara dura un tempo a Catania, addio Coppa Italia Al Massimino biancazzurri ko 2-0 nei quarti di finale, senza Zeman in panchina

Nonostante la precauzione, il mezzo è stato comunque intercettato e fatto oggetto di lanci di fumogeni e bombe carta. E' intervenuta la Digos di Catania, in dispositivo antisommossa, che ha evitato il peggio. Due tifosi sono stati arrestati dalla polizia.

Il bus è stato al centro di un agguato da parte di circa 50 ultrà etnei travisati, vestiti di scuro con in mano mazze, cinghie, catene e altri oggetti contundenti. Gli aggressori, con violenza, sono riusciti ad superare il cordone di polizia e si sono scagliati con il bus colpendo violentemente i vetri nel tentativo di ingaggiare lo scontro con i tifosi del Pescara, bloccato dalle forze dell'ordine.

Personale della Digos e dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico è riuscito a individuare due degli autori dell'aggressione e ha proceduto al loro arresto in flagranza. Sono indagati, in concorso con altre persone in corso di identificazione, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, travisamento, lesioni e danneggiamento. Il questore di Catania sta valutando l'emissione dei provvedimenti Daspo. Sono in corso indagini per la completa ricostruzione della dinamica dell'aggressione e all'identificazione dei responsabili.

Sull'accaduto è intervenuto, con una nota, il sindacato Fsp Polizia di Stato che parla di un "minorenne arrestato" da una pattuglia di agenti in moto perché "trovato anche in possesso di un ordigno esplosivo illegale", mentre "componenti del Reparto mobile, malgrado le lesioni riportate, sono riusciti a respingere gli atti di violenza rimanendo a far parte dell'unità operativa di contrasto". Sarebbero sei gli agenti rimasti contusi nell'intervento per bloccare gli aggressori. La Fsp Polizia di Stato "esprime vicinanza e plauso ai colleghi feriti che grazie alla loro professionalità, spirito di abnegazione e tenacia, oltre che lo sprezzo del pericolo, sono riusciti a rispristinare l'ordine pubblico".

"Non si può rimanere fermi ad attendere la prossima aggressione da parte di facinorosi - prosegue la nota del sindacato - che partecipano agli eventi solo per creare disordini. Quanto accaduto ieri a Catania è l'ennesima pagina di un fenomeno, quello delle aggressioni agli operatori del comparto sicurezza".

IL CATANIA. «In merito ai tafferugli registrati ieri sera nelle adiacenze dello stadio Angelo Massimino, il Catania Football Club esprime profondo rammarico per l'accaduto e piena solidarietà alle forze dell'ordine. Condanniamo fermamente e incondizionatamente ogni forma di violenza, il calcio è sana passione e divertimento»: così, sui social, la società etnea sull'assalto di ieri al bus con i tifosi del Pescara a Catania.