il saluto

Federico, una valanga di affetto. E oggi minuto di silenzio al Volta

12 Maggio 2026

Via vai continuo ieri all’obitorio per dare conforto ai genitori e salutare per l’ultima volta il ragazzo. Il dolore del quartiere

PESCARA

Si sarebbero dovuti svolgere questa mattina alle 11 nella chiesa San Pietro Martire di via Fontanelle, i funerali di Federico La Cioppa, il 18enne morto dopo lo schianto in sella al suo scooter 125 su via Lago di Campotosto (prosecuzione di via Volta), mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa in un locale del lungomare nord. Ma dopo la ricognizione cadaverica il magistrato Enrico Barbieri ha disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo, caduto dopo essere finito, con la moto, sul pozzetto dei cavi elettrici che si trova su un lato della carreggiata. Un impatto violento che non gli ha lasciato scampo. E adesso, per l’ultimo addio, probabilmente giovedì, bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico che si terrà con ogni probabilità domani.

Ma mentre le indagini vanno avanti per ricostruire l’esatta dinamica e le cause della morte dello studente del Volta, in tantissimi ieri sono andati all’obitorio dell’ospedale di Pescara per dargli un ultimo saluto e per abbracciare la sorella Francesca e i genitori Silvio e Manuela, titolari di una macelleria in via Tirino, molto conosciuti e rispettati in tutto il quartiere.

IL RICORDO

E ieri, proprio davanti alle vetrine “serrate per lutto” della macelleria su via Tirino, in tanti si sono fermati davanti al manifesto di Federico con su scritto la data dell’ultimo saluto, poi slittata. Accanto a “La Mia Macelleria” c’è la sede de La Rinascente - Onoranze Funebri. La titolare Concetta D’Angelo, alle prese con l’organizzazione dei funerali poi spostati, non riesce a trattenere le lacrime: «Una notizia inaccettabile. Non è giusto. Solo il 3 marzo scorso Federico aveva compiuto 18 anni, era un ragazzo eccezionale così come i suoi genitori e la sorella. La madre diceva che a Federico non piaceva molto studiare, ma si rimboccava comunque le maniche e coltivava le sue passioni, provando a inseguire i suoi sogni. Faceva pugilato e d’estate lavorava come bagnino. Era molto generoso. Una famiglia impeccabile, che di certo non meritava tutto questo dolore».

I COMPAGNI DI SCUOLA

All’istituto Volta oggi verrà osservato un minuto di silenzio per il giovane, alle ore 10, fa sapere la dirigente scolastica Maria Pia Lentinio. Ieri mattina, all’indomani del tragico incidente, molti studenti hanno scelto di essere nella classe di Federico per supportare i compagni, che non si capacitano della sua improvvisa scomparsa («un’assenza che pesa come un macigno») ma anche per essere supportati a loro volta dagli insegnanti. Risale a un mese fa un’altra dolorosa scomparsa, per lo stesso istituto: lo studente Luigi Santarelli, morto a 15 anni durante un allenamento di tennis. E la madre di una studentessa dice: «Mia figlia non riesce ad accettare la tragica morte di Federico, suo compagno di classe fino allo scorso anno. Lo ricordano tutti con affetto, perché era un ragazzo che si faceva voler bene. Mia figlia ha anche avuto la possibilità di lavorare con lui la scorsa estate, quando entrambi facevano i bagnini, seppur in stabilimenti diversi. Un ottimo collega per lei, oltre che un valido amico».

I PROGETTI INFRANTI

Replicare per la terza stagione consecutiva l’esperienza in spiaggia, al lido “La Caravella” era uno dei progetti di Federico per questa estate ormai alle porte. Le titolari Sabrina e Tiziana Comignani lo ricordano come «un ragazzo estremamente scrupoloso, affidabile e attento sul lavoro». Poi aggiungono: «Si era trovato bene con noi per due stagioni, tanto da aver espresso la volontà di tornare anche quest’anno».

Condoglianze alla famiglia arrivano anche dal sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente a nome dell’amministrazione: « Sentiamo questo dolore particolarmente vicino, poiché le radici della sua famiglia affondano nella nostra città: la mamma di Federico, Manuela Di Pasquale è originaria di San Giovanni Teatino, un legame che rende la sua perdita ancora più sentita per tutti noi».