11 maggio

Oggi, ma nel 1859, a Milano, ancora asburgica, al civico 10 di via Santa Marta, nell’appartamento al secondo piano, Antonio Boggia, originario di Urio, di 62 anni, fittizio amministratore dello stabile, destinato ad entrare nella cronaca nera ambrosiana come “Il mostro della stretta Bagnera”, assassinava Ester Maria Perrocchio vedova Maurier, di 75, proprietaria del palazzo. Era l’ultimo dei quattro delitti che verranno accertati (nella foto, particolare, la notizia ripresa dal quotidiano milanese “Corriere della Sera”, dell’1 agosto 2012, nel pezzo a firma di Sebastiano Grasso). “El Togn”, altro nomignolo che gli verrà affibbiato, era stato un commerciante di legna e di carbone che aveva compiuto tutta una lunga serie di fantasiosi imbrogli per tirare a campare.
Verrà giustiziato l’8 aprile 1862, ai bastioni di Porta Ludovica, dopo aver passato il periodo tra il 26 febbraio 1860, data dell’arresto, e fino al giorno dell’esecuzione, nel manicomio della Pia casa della Senavra, il primo nucleo di igiene mentale meneghino entrato in funzione nel 1781. Verrà passato per la forca non più nel Lombardo Veneto bensì nel neonato regno d’Italia, mediante impiccagione, sarà l’ultimo civile destinato all’esecuzione capitale del capoluogo lombardo. Anche perché l’1 gennaio 1890 il codice penale Zanardelli abolirà la pena punibile con la vita. Il cranio di Boggia verrà analizzato da Cesare Lombroso, il padre dell’antropologia criminale. Poi verrà custodito nella sezione biomedica del Museo di storia naturale di Firenze.
La mannaia utilizzata per sezionare i corpi dei malcapitati, invece, sarà messa in mostra nel Museo di arte criminologica di Olevano di Lomellina, in quel di Pavia. Le date precise degli ammazzamenti non verranno stabilite. Comunque la prima vittima era stata Angelo Serafino Ribbone, il cadavere era stato smembrato con la scure e celato nello scantinato della già menzionata Stretta Bagnera, traversa di via Nerino, in centro. Poi era stata la volta di Giuseppe Marchesotti. Quindi era toccato a Pietro Meazza. Tutta la vicenda verrà rievocata nelle pagine del volume di Giovanni Luzzi che sarà intitolato “Il giallo della stretta Bagnera: la vera storia del serial killer Antonio Boggia”, che sarà edito da Meravigli, di Cernusco sul Naviglio, nel 2016.

