Pescara, si pensa al futuro: il ds Foggia verso la conferma

Il punto dopo la retrocessione. Il dirigente ha un altro anno di contratto e costruirà il Delfino anche in Serie C
PESCARA. Inizia oggi la prima settimana del post retrocessione. Settimana difficile: dirigenza, tifoseria e città devono necessariamente resettare tutto, mettere da parte rabbia e amarezza e provare a guardare al futuro. Il presidente Daniele Sebastiani, visibilmente deluso e scosso dopo la retrocessione e la forte contestazione, ha espresso il suo pensiero a caldo. «Mi faccio da parte, entro maggio società a disposizione». La sensazione è che quello del massimo dirigente biancazzurro sia stato un duro sfogo figlio della forte delusione per non essere riuscito a mantenere la categoria nonostante i grandi sforzi di gennaio e per aver nuovamente subito una durissima contestazione. Ora però è giusto e necessario guardare avanti perché la realtà dice che il Pescara è tornato in serie C, in quel campionato che aveva portato a tanti anni di delusioni e sacrifici. Rumors vicini alla società raccontano che la volontà forte, una volta smaltita rabbia e delusione, è quella di voler costruire subito una squadra forte e che possa puntare a tornare rapidamente in B. Sarà una C difficilissima con Spezia e Reggiana, con Perugia, Samb e tante altre squadre ambiziose al netto di novità sulla divisione dei gironi. Ed allora occorre muoversi in anticipo per iniziare un progetto che porti il Pescara ad agosto ai nastri di partenza con ambizione.
Foggia blindato. La novità è che il ds Pasquale Foggia è stato blindato con un contratto fino a giugno 2027. Il presidente Sebastiani stima molto il dirigente campano e, salvo colpi di scena, l’ex Benevento resterà ancora a Pescara. Pasquale Foggia è comunque molto richiesto, sono tanti i club che hanno bussato alla porta per il direttore sportivo del Pescara. Non è più un mistero che la Salernitana, impegnata nei play off promozione, stimi l’ex Benevento ma l’idea e la volontà di Foggia sono quelle di restare ancora a Pescara. Con l'idea di poter fare subito una squadra pronta già in estate per ritornare in serie B. La retrocessione è una ferita aperta, un mix di errori e episodi sfavorevoli che ha provocato la tempesta perfetta. E Foggia vuole riportare subito il Pescara dove era arrivato dopo il suo primo anno di lavoro. Foggia resterà dunque a Pescara? La sensazione è che non ci saranno scossoni ma a condizione che venga dato l’ok per progettare una squadra forte e che possa vincere la C. In sintesi: con Sebastiani presidente Pasquale Foggia resterà al suo posto in caso di progetto subito ambizioso.
La squadra: chi resta e chi va. E chi potrebbe restare dell’attuale squadra? Al netto della rabbia la retrocessione è oggettivo dire che il Pescara visto da Avellino in poi ha valori importanti da non disperdere. Ha un’ossatura più che buona per vincere la C. Impossibile trattenere Antonio Di Nardo e Giacomo Olzer, il bomber ha tantissimo mercato in B e resterà in cadetteria mentre il classe 2001 ha altri due anni di contratto con il Pescara ma è difficile vederlo in C.
Difesa blindata. Resteranno a Pescara invece Capellini, Letizia e Bettella. Con il ritorno di Pellacani e il rientro dal prestito di Giannini la difesa è già molto buona per fare un campionato di vertice. E la novità è che Davide Faraoni ha dato un’apertura al rinnovo anche con la retrocessione. Se ne riparlerà. Difficile invece la conferma di Cagnano che tornerà all’Avellino.
Acampora. Con Valzania, Meazzi, Berardi, Graziani, Brandes e il rientro di Kraja potrebbe restare anche Gennaro Acampora. In C rappresenterebbe un lusso e anche la mediana in quel caso avrebbe un’ottima base di partenza. In attacco la certezza è Merola ma quello offensivo sarà il reparto da rinnovare con giocatori di spessore.
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