A Città Sant’Angelo altri 70 casi Anche il sindaco tra i contagiati

12 Gennaio 2022

Perazzetti: «Inizio la mia battaglia contro il Covid. Grazie ai vaccini fatti, ho soltanto alcuni sintomi» Ma negli ultimi giorni sul territorio angolano i positivi sono raddoppiati: attualmente sono 560

CITTÀ SANT’ANGELO. «Inizio la mia personale battaglia contro il Covid». Così il sindaco Matteo Perazzetti ha dato la notizia della sua positività al coronavirus attraverso i canali social. «Questa mattina (ieri, ndc) mi sono sottoposto a tampone antigenico risultando positivo. Ho alcuni sintomi ma nulla di che, questo sicuramente per l’effetto dei vaccini che ho effettuato».
Qualche settimana prima di Natale Perazzetti ha ricevuto la terza dose. Raggiunto telefonicamente in serata, il primo cittadino angolano ha confermato di aver accusato alcuni sintomi nel corso della notte precedente, tra cui qualche linea di febbre e raffreddore. Sono stati proprio questi gli elementi che l'hanno spinto a sottoporsi al test che ha prodotto il risultato positivo. «Sono in isolamento nella mia casa in campagna, lontano da tutti», rassicura.
«Mi sto organizzando per lavorare da remoto. Ho fissato delle riunioni così da poter continuare a seguire la macchina amministrativa che non vedo l'ora di riprendere in mano. Sicuramente in questi giorni avrò tempo per pensare a nuovi progetti da sottoporre all'amministrazione». Come da prassi, Perazzetti dovrà rimanere in isolamento per sette giorni dalla data della certificata positività, per poi sottoporsi al tampone di controllo. Con il suo, sono 560 i casi di positività accertati a Città Sant'Angelo che negli ultimi giorni ha visto il numero dei contagiati praticamente raddoppiato, con altri 70 casi registrati solo ieri.
«Se un numero simile lo avessimo avuto durante la prima fase della pandemia», sottolinea Perazzetti, «ci saremmo messi le mani nei capelli. Ricordo che allora avevamo qualche decina di contagi eppure ci sembrava che il mondo ci stesse crollando addosso. La differenza sostanziale è che allora la maggior parte delle persone che contraeva l'infezione finiva in ospedale, con grandi rischi per la salute. Adesso, grazie ai vaccini, la stragrande maggioranza rimane a casa, si isola, smaltisce l'infezione e torna alla vita di sempre».
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