A giugno via il certificato verde

Le anticipazioni del piano del governo per le attività al chiuso
PESCARA. «La situazione sanitaria continua a migliorare e voglio ridurre le restrizioni al più presto possibile, non abbiamo una road map specifica ma è questione di giorni in modo da eliminare ogni incertezza»: così il presidente del Consiglio Mario Draghi venerdì in conferenza stampa.
Un possibile calendario, non ancora ufficiale e ancora oggetto della discussione politica, però, circola già. Prevede allentamenti graduali che partiranno già nelle prossime settimane con l’aumento della capienza di stadi e teatri e con il ritorno alle visite in ospedale, per concludersi con la fine – forse già il 15 giugno – dell’obbligo vaccinale per le categorie professionali e gli over 50 per cui è previsto.
In mezzo c’è lo step più atteso: l’allentamento sugli obblighi riguardanti l’uso di Green pass base e super Green pass. Il certificato verde sembra comunque destinato a sopravvivere alla fine dello stato di emergenza, fissato al 31 marzo.
Come emerge dal dibattito politico di questi giorni, è probabile che, restando sulla linea della gradualità, si possa però partire con l’eliminazione dell’obbligo del super Green pass all’aperto – quindi anche se si consuma non al chiuso i in ristoranti e bar – e con l’obbligo del Green pass base in negozi non essenziali, uffici pubblici, banche e uffici postali. La data della fine di queste restrizioni potrebbe proprio coincidere con la fine dello stato di emergenza del 31 marzo, sempre che la curva epidemiologica si confermerà in rapido calo.
Il Governo sembra invece voler invece agire con maggiore prudenza per quanto riguarda le attività al chiuso, quindi per esempio le piscine, i cinema, i teatri, i ristoranti e i bar al chiuso. Così come per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza e per quelli del trasporto pubblico locale. Per tutti questi settori l’obbligo di mostrare il super Green pass potrebbe sopravvivere anche a ridosso dell’estate, quindi fino alla metà di giugno. (l.t.)

