A Lanciano rinviate le udienze in tribunale

LANCIANO. Rinvio delle udienze penali e civili non urgenti nel tribunale di Lanciano per rischio Coronavirus. E’ la decisione presa ieri mattina dal presidente del tribunale, Riccardo Audino, per...
LANCIANO. Rinvio delle udienze penali e civili non urgenti nel tribunale di Lanciano per rischio Coronavirus. E’ la decisione presa ieri mattina dal presidente del tribunale, Riccardo Audino, per evitare l’assembramento di persone all’interno delle aule o degli uffici. Un provvedimento precauzionale che non chiude il palazzo di giustizia, ma prova a limitarne l’accesso. «Preso atto dell'emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Covid 19, ritenuto di evitare o ridurre al massimo l’assembramento di persone che stazionano a distanza ravvicinata, si dispone il rinvio di tutte le udienze civili e penali che non rivestano carattere di urgenza fino al 2 marzo 2020», si legge sul documento firmato dal presidente che poi lascia alla discrezionalità dei giudici, «la valutazione delle cause da trattare, in materia sia civile sia penale» e affida ai magistrati «la gestione delle udienze in modo che non vi sia affollamento nell'aula di udienza né al di fuori della stessa». Saranno i giudici a decidere quali udienze fare e quali rinviare, se sono urgenti i processi che si avviano verso la prescrizione o quelli in cui ci sono detenuti, e soprattutto dovranno gestire la presenza di persone nelle aule in modo che non vi sia affollamento né all’interno della stanza né al di fuori della stessa. Di certo non un compito agevole. Per oggi il giudice Andrea Belli ha confermato che farà alcune udienze penali considerate urgenti. Il precauzionale provvedimento di Audino non chiude quindi il tribunale, gli uffici e le cancellerie infatti restano aperte, ma anche in questo caso invita i dipendenti a regolare l’accesso al pubblico come avviene con i processi. Il documento segue quanto previsto dal decreto legislativo 23 febbraio 2020 volto a contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid 19, che prevede che le autorità competenti possano adottare ulteriori misure di contenimento al fine di prevenire il diffondersi dell’epidemia, anche al di fuori delle aree nelle quali risulta positiva almeno una persona.
Teresa Di Rocco
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