A luglio oltre 75mila casi: è il mese peggiore di tutti

Aumento percentuale da record (+183%) rispetto al dato del mese precedente Schizzano in alto anche le reinfezioni di persone già guarite: 7.905 (+672%)
L’AQUILA. Numeri da record, per una classifica non invidiabile. Il mese di luglio che gli abruzzesi si sono appena lasciati alle spalle è stato un concentrato di dati negativi legati alla diffusione del Covid-19 in tutta la regione, al numero dei ricoveri, alle reinfezioni. Hanno sfondato quota 75mila i casi accertati di infezione da coronavirus in tutto il mese di luglio. Il dato scorporato fa registrare 67.111 casi e 7.905 reinfezioni da parte di persone guarite (e tra questi anche i vaccinati guariti) che si sono reinfettate di nuovo, spesso anche a distanza di poco tempo rispetto al primo contagio.
un raffronto da brividi
Gli stessi dati a consuntivo del settimo mese dell’anno – se messi a confronto con giugno, quando i contagi erano stati 26.512 – evidenziano in maniera netta e inequivocabile il dilagare della pandemia, con una differenza del +183 per cento (48.504 casi in più). La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 20 e i 79 anni: 53.748 nuovi casi. Gli under 12 trovati positivi sono stati 4.857. Riguardo alle reinfezioni, se nel mese di giugno il dato era stato di 1.024 persone ricontagiate, a luglio il dato è letteralmente schizzato in alto: 7.905 casi, vale a dire 6.881 in più rispetto al mese precedente, pari alla percentuale da record di +672%. L’impennata dei casi in Abruzzo vede Pescara al primo posto nell’elenco delle trenta città più colpite (6.047 casi in un mese), con L’Aquila seconda a quota 2.948.
l’incidenza più alta
E non deve certamente trarre in inganno il dato diffuso ieri dal bollettino sanitario regionale, che racconta di 859 nuovi casi nelle ultime 24 ore in Abruzzo, numero tra i più bassi del recente periodo. Il dato, infatti, va letto in relazione al numero dei tamponi eseguiti perché consegna l’elemento reale, rappresentato dall’incidenza dei contagi sulla popolazione esaminata. Il tasso di positività è pari al 26,63 per cento. Gli 859 nuovi casi di Covid-19 accertati sono emersi dall’analisi di 729 tamponi molecolari e 2.497 test antigenici. Tre i decessi recenti, che hanno riguardato persone di età compresa tra i 79 e i 95 anni, con il bilancio delle vittime che sale a 3.543 dall’inizio della pandemia. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 48.283 (+45), 286 pazienti (+2 rispetto al giorno precedente) sono ricoverati in ospedale in area medica; 11 (-1 rispetto a domenica) in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 456.213 (+811). Il totale dei casi sale a 508.039: 103.479 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+114), 145.724 in provincia di Chieti (+290), 117.751 in provincia di Pescara (+191), 122.819 in provincia di Teramo (+207) e 10.744 fuori regione (+42), mentre per 7.522 (+15) sono in corso verifiche sulla provenienza.
i ricoveri
Dopo una fase di oscillazione, la curva dei ricoveri a livello nazionale sembra ormai aver superato il picco e ha iniziato una fase ritenuta di discesa sia nei reparti ordinari sia nelle terapie intensive. L’Abruzzo, insieme alla Lombardia, fa registrare una crescita più debole. È quanto emerge dall’analisi che è stata effettuata dal matematico Giovanni Sebastiani dell’istituto per le applicazioni del calcolo “Picone” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). In Abruzzo si registra un trend di crescita, anche se debole, per entrambe le curve (reparti ordinari e terapie intensive). Con la percentuale del 21% di posti occupati per Covid-19 nei reparti ordinari, l’Abruzzo si pone, a livello nazionale, tra le 14 regioni che superano la soglia di allerta del 15 per cento. I numeri, in questo caso, sono forniti dalla rilevazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sui dati del 31 luglio. La percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) occupati da pazienti Covid cresce in cinque regioni d’Italia, tra cui l’Abruzzo (al 21 per cento). Così come l’occupazione dei posti nelle terapie intensive da parte di pazienti con Covid-19 cresce in quattro regioni, Abruzzo compreso, con un più 7 per cento.
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