A maggio l’addio ai due esperti pescaresi

9 Luglio 2023

TERAMO. Quella di ieri è la terza tragedia sul Gran Sasso del 2023: il 7 maggio Fabio Racanella, istruttore alpinista di 52 anni di Orvieto, è morto dopo essere caduto per una cinquantina di metri...

TERAMO. Quella di ieri è la terza tragedia sul Gran Sasso del 2023: il 7 maggio Fabio Racanella, istruttore alpinista di 52 anni di Orvieto, è morto dopo essere caduto per una cinquantina di metri lungo la tortuosa e ripida discesa di Canale Bissolati sul Corno Grande. L'uomo stava scendendo con gli sci da alpinismo dalla vetta del Gran Sasso a quota 2.700 metri.
Il 27 maggio Raffaello Toro, 44 anni, di Spoltore, e Gianluca Camplone, 51 anni, pescarese, hanno perso la vita nel corso di una scalata in cordata al Corno Piccolo, nel canale Sivitilli, sopra ai Prati di Tivo, sul versante teramano del Gran Sasso, precipitando dopo un volo di diverse centinaia di metri.
Un vero e proprio anno da dimenticare per le tragedie in montagna è stato il 2022. Nove in Abruzzo sono state le vittime, di cui sei a causa di incidenti. Si tratta di un numero che raddoppia la media dei decessi in montagna degli ultimi dieci anni e supera il 2019, quando fu registrato il più alto numero di morti.Il primo decesso del 2022 è avvenuto il 2 aprile: quello dell'alpino Danilo Lesti, 34 anni, originario del Teramano, esperto di montagna e ufficiale in servizio a Vipiteno. Ha perso la vita a causa di una caduta nel corso di una arrampicata sul Monte Piselli. Il 28 aprile è stata la volta di Marco Trozzi, 60 anni di Pescocostanzo, precipitato per alcuni metri nei pressi di Rava Giumenta Bianca. Il 25 settembre un 56enne di Roma, Luca Iani e un 42enne di Sansepolcro, vicino Arezzo, Marco Paccosi, sono precipitati facendo una scalata sempre sul versante teramano del Corno Grande. Tre mesi prima, il 26 giugno, c'era stata un'altra tragedia. A perdere la vita, Gianluca Gasbarri, uno scalatore romano di 30 anni. Voleva arrampicarsi sul Corno Piccolo insieme ad un amico anche lui romano. I due avevano deciso di percorrere separati la cresta nordest, seguendo la via che parte dalla Madonnina e prosegue per la cima, ma uno dei due, Gasbarri, il secondo di cordata, aveva perso la presa ed era volato giù per 50 metri. Il compagno proprio perché era slegato non è precipitato, rimanendo illeso. A novembre una vittima sulla Maiella: Roberto Testa, di Colleferro, in provincia di Roma.