A messa nel rispetto delle regole: posti distanziati e tutti occupati

25 Maggio 2020

I fedeli fanno i conti con le norme anticontagio, i volontari regolano ingressi e file per la comunione L’arcivescovo Valentinetti celebra a San Cetteo: «Speriamo di tornare a riempire presto la cattedrale»

PESCARA. «Speriamo di tornare presto a riempire tutti i banchi di questa chiesa»: sono tra le poche parole che l’arcivescovo Tommaso Valentinetti dedica alla tragedia scatenata dal coronavirus durante l’omelia di domenica mattina a San Cetteo. Ieri, in cattedrale, nel giorno in cui i cattolici celebrano l’ascensione di Gesù, c’è stata la prima messa domenicale dalla quarantena.
Valentinetti ha riservato poche ma sentite parole all’emergenza sanitaria, ricordando le vittime e rinnovando l’invito a confidare nella fede. Lo ha fatto invocando appunto il bisogno di normalità, che inizia a fare capolino ma che non appare ancora vicinissima. E così è a San Cetteo e nelle altre chiese cittadine.
Nella sede dell’arcidiocesi i posti sono grossomodo dimezzati: sui banchi un post-it giallo a forma di cuoricino, dove su ognuno è stato scritto a mano «Gesù confido in te», indica dove ci si può sedere. I posti disponibili diventano circa 120, in buona parte occupati ben prima dell’inizio della funzione. Segno che la comunità cattolica pescarese ha voglia e bisogno di tornare a ritrovarsi nei propri luoghi di culto, di stringersi al proprio arcivescovo. All’ingresso due volontarie invitano a sanificare le mani, e all’uscita a usare le poste laterale per lasciare l’edificio. I segni dell’emergenza sanitaria sono ancora visibili, a partire dall’arcivescovo che entra in mascherina come tutti i fedeli, e sempre con la mascherina distribuisce l’ostia tra i banchi. Acquesantiere vuote e nessun segno della pace alla fine.
Le stesse scene si ripetono in tutte le messe domenicali in città, con qualche variante: alla Madonna dei Sette Dolori la comunione si prende all’altare, con la fila disciplinata dai volontari del coro “Armonia di famiglie”, che invitano le persone a tenersi a un metro di distanza. Gli stessi volontari si fanno carico di disinfettare i banchi tra una funzione e l’altra. Come dappertutto sono osservate scrupolosamente le disposizioni anticontagio, così queste sono indicate chiaramente: nella chiesa del Cristo Re, ad esempio, un cartello all’ingresso indica la capienza massima, con tagliandi che affidano direttamente alla gente il compito di contarsi. E, sempre al Cristo Re, sono anche consegnati gli “arretrati”: le palme benedette nella domenica dedicata, quando però i cattolici sono stati costretti ad accontentarsi di benedizioni a distanza e funzioni on line.
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