A Moscufo 45 profughi, è polemica

I rifugiati erano a Montesilvano. Nella palazzina loro destinata ci sono 2 famiglie che andranno via. Incontro in prefettura
MOSCUFO. La notizia ha cominciato a circolare con insistenza ben prima che fosse data comunicazione ufficiale al Comune: a Moscufo arriveranno circa 45 profughi finora ospitati all’hotel Ariminum di Montesilvano. Il sindaco stesso, Alberico Ambrosini, lo ha saputo da una concittadina preoccupata da voci di sfratti e occupazioni. E si è subito attivato per saperne di più. Fino ad ottenere ieri un incontro insieme a tutta la sua giunta con il prefetto Gerardina Basilicata a Pescara.
Il Comune di Montesilvano ha aderito allo Sprar, ovvero il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che prevede una accoglienza sul territorio logistica e di integrazione e servizi. Di conseguenza è prevista la chiusura dei centri di accoglienza aperti presso privati come l’hotel Ariminum. La città costiera può “tenere” 161 profughi e la prefettura ha quindi la necessità di ricollocare circa 95 persone in strutture fuori da Montesilvano. E 45 rifugiati sono stati destinati a Moscufo, dovrebbero traslocare in una palazzina in viale Colombo, sulla provinciale 151 verso Cappelle sul Tavo, all’altezza di bivio Casone, di proprietà della a New Edil srl di Roseto degli Abruzzi che da privato ha proposto l’operazione di locazione che la Prefettura che ha avallato. L’immobile è composto da 6 appartamenti, di cui 4 liberi e 2 occupati: uno da una persona anziana e l’altro da una coppia di romeni con bambini.
Entrambi i nuclei familiari sono stati invitati dalla società a lasciare le abitazioni, alla pensionata sarebbe stato offerto un alloggio altrove mentre la famiglia romena è in cerca di una nuova casa e lì non vorrebbe comunque restare, «intimorita», pare, dalla presenza massiccia di questi nuovi stranieri. L’amministrazione finalmente informata ha fatto delle verifiche sull’immobile, richiedendo una documentazione per quanto riguarda l’agibilità, perché al Comune l’immobile risulterebbe inutilizzabile. Dunque non affittabile, cosa che riguarderebbe però anche i nuclei familiari che ora hanno in locazione i 2 appartamenti. Il problema della certificazione di agibilità, requisito indispensabile per l’atto notarile da fare, è stato dunque posto ieri in Prefettura da sindaco e assessori. E entro breve tempo bisognerà capire se l’opposizione del Comune alla cessione dell’immobile per la destinazione scelta su questa base abbia fondamento.
Intanto si è accesa la polemica. A dare fuoco alla miccia Lorenzo Sospiri: «Sfrattate sotto le feste per far posto ai presunti profughi che dovranno essere allontanati dall’Hotel Ariminum di Montesilvano», tuona il capogruppo di Forza Italia alla Regione. «È il “pacco” natalizio che alcune famiglie di Moscufo si sono viste recapitare dal proprietario privato di una palazzina residenziale che ha deciso di sbattere fuori gli italiani, seppur titolari di un regolare contratto d’affitto e perfettamente in regola con i pagamenti, per aderire al grande e vergognoso business degli immigrati». In realtà, come anticipato, di sfratti veri e propri non c’è sentore né possibilità legale di farne su due piedi, ma Sospiri parla nella sua nota di «fulmine a ciel sereno, proprio a Natale quelle famiglie si sono viste recapitare una lettera di sfratto dal proprietario privato che ha deciso di liberare tutti gli alloggi per affidarli in affitto alla coop che ha gestito sino a oggi la presenza degli immigrati nell’Ariminum. Ora, al di là di tutte le verifiche tecnico-amministrative che chiederemo vengano effettuate sulla vicenda prima che un tale “delitto” si consumi», conclude, «investiamo della vicenda direttamente il nuovo prefetto, che ha il dovere di fermare un tale scandalo».

