A Natale via al vaccino per 76mila bimbi

30 Novembre 2021

L’annuncio di Locatelli del Consiglio superiore di sanità per la fascia di età tra i 5 e gli 11 anni

PESCARA. La campagna di vaccinazione per i giovanissimi tra i 5 e gli 11 anni partirà intorno al giorno di Natale, probabilmente il 23 dicembre. In Abruzzo, secondo i dati Istat, la chiamata riguarderà 76mila bambini che potranno ricevere la prima dose. Sono loro in questo momento i più contagiati del virus, proprio perché non vaccinati.
Ad annunciare la misura è stato Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico nazionale e presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Si aspetta ancora l’ok di Aifa, ma per Locatelli il via libera ci sarà il 23 dicembre «o magari qualche giorno prima o qualche giorno dopo. In quella data però saranno disponibili le formulazioni pediatriche, in quanto la dose per la fascia di età 5-11 anni è di un terzo – cioè 10 microgrammi – rispetto alla dose per l’adulto», ha detto Locatelli, continuando: «Si è proprio voluto evitare il prelievo dalle fiale degli adulti, perché avrebbe creato situazioni in qualche modo aleatorie, per questo si è preferito aspettare la disponibilità di formulazioni pediatriche».
Continua l’esperto: «Si sta ragionando sulla creazione di aree pediatriche negli hub vaccinali». Ma Locatelli boccia l’ipotesi di un obbligo vaccinale per i piccoli: «Assolutamente no, è un’opzione che va offerta, va fatta opera di convincimento, spiegando perché c’è un vantaggio nel vaccinare i bambini, per tutela della loro salute e dei loro spazi educativi e sociali. Ma non considererei l’obbligo». Così come il Green Pass: «Se n’è già discusso, e il ministro Roberto Speranza è stato chiaro nel dire che in questo momento non si considerava questa ipotesi».
Locatelli poi rassicura: «L’approvazione per l'uso di un farmaco e quindi di un vaccino si attengono a dei criteri assolutamente stringenti. Dire che è stato fatto tutto troppo in fretta mi pare assolutamente inappropriato e direi anche assolutamente ingiustificato. Anche quando si parla di un dimensionamento campionario, cioè del numero di pazienti inclusi nello studio. Ricordiamoci che questo non viene deciso in maniera arbitraria e unilaterale da parte delle aziende, ma le aziende sviluppano piani di investigazione pediatrica che vengono preventivamente sottoposti per discussione e valutazione ad approvazione da parte delle Agenzie regolatorie. Se iniziamo a mettere in discussione anche il ruolo di queste ultime», conclude, «credo che davvero mettiamo in discussione dei capisaldi fondamentali su cui si articola il sistema sanitario. Sia nazionale, sia globalmente inteso. Le affermazioni fatte sul dimensionamento campionario inadeguato dovrebbero essere riconsiderate con attenzione da chi le ha fatte».(l.t.)