«A Penne ospedale di comunità e Rsa»

30 Settembre 2016

È la proposta contenuta in un provvedimento del manager Mancini che ora attende il vaglio definitivo della Regione

PENNE. Ospedale di comunità e residenza sanitaria assistitita (Rsa) all’interno del San Massimo. È una proposta del manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, contenuta nella delibera di sospensione del declassamento del presidio di Penne a ospedale di area disagiata. Per ora, il San Massimo resta come ospedale di base, con tutti i suoi 85 posti letto. Ma se andasse in porto la declassificazione a presidio di area disagiata, l’ospedale del capoluogo vestino rimarrebbe con soli 34 posti letto: trenta per l’area medica, composta da Geriatria e Medicina; 4 per l’area chirurgica (Chirurgia e Ortopedia), oltre, naturalmente, ai dodoci posti letto per i dializzati.

L’area chirurgica e tutte le sue attività verrebbero coordinate dall'unità operativa complessa di Anestesiologia dell’ospedale di Pescara. La Cardiologia da 7 posti letto verrebbe invece azzerata. Il direttore generale della Asl ha previsto nel contempo la possibilità che l’ospedale di Penne possa però contare anche su ulteriori 35 posti letto:15 come ospedale di comunità e venti per la Rsa.

Al momento, è solo una proposta giacché in Regione non c’è ancora un atto di programmazione che preveda queste novità. L’ospedale di comunità verrebbe diretto dai medici dell’Utap, che avrebbero facoltà di gestire i ricoveri avvalendosi poi del personale infermieristico del presidio sanitario pennese. Anche la Rsa, così come l’ospedale di comunità, verrebbe inserita nel contesto strutturale del San Massimo. Affinché tutto questo possa avvenire è però necessaria l’attivazione delle procedure e delle autorizzazioni previste dalla legge regionale numero 32 del 2007 e le successive modifiche.

Al momento, non c’è nulla di definito, eccezion fatta per la delibera di sospensione disposta dal manager Mancini che, quantomeno, ha ridato un pizzico di speranza alla comunità vestina. Negli ultimi dieci anni, questo è un dato certo, l’ospedale San Massimo ha vissuto un vero e proprio impoverimento sia in termini di servizi e posti letto che di personale medico e infermieristico. Ha inoltre fatto i conti con una ristrutturazione da 12 milioni di euro annunciata, a più a riprese, e oramai definitivamente tramontata.

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