A Penne si allevano pappagalli: è il centro più grande d’Abruzzo

Valentina Di Pietrantonio e il suo allevamento: 250 esemplari di pappagalli fanno di quello pennese il più grande d'Abruzzo non solo per la quantità, ma anche per la tipologia, disponendo di quelli con grande taglia.
PENNE
Dalla passione ereditata dal padre al sogno di una riserva, Valentina Di Pietrantonio e il suo allevamento: 250 esemplari di pappagalli fanno di quello pennese il più grande d'Abruzzo non solo per la quantità, ma anche per la tipologia, disponendo di quelli con grande taglia.
Un'esplosione di colori che dà vita a un mercato in cui si registrano vendite in Slovenia, Romania, Belgio, Svizzera, Germania, addirittura a Dubai. Si va da poche decine di euro a valori che superano i 50 mila euro. Un contesto fatto di piume colorate e pappagalli capaci di parlare, ballare e riconoscere con appetito l’odore degli arrosticini. Spiega Valentina: «Nasce tutto dalla passione di mio padre che, con l’aiuto prezioso di mia mamma, ha creato tutto questo. L’allevamento esiste dal 1985. Per parecchi anni è stato un allevamento amatoriale: si riproduceva, ma non si vendeva. In seguito alle varie riproduzioni, il numero degli esemplari era notevolmente aumentato e abbiamo cominciato a vendere. Volendo usare termini tecnici e precisi allevo Psittacidi come Conuri, Parrocchetti, Amazzoni e le grandi Ara, e i Cacatuidi che comprendono i famosi Cacatua, quelli caratterizzati da una cresta di piume colorate sulla testa. Gli Amazzoni, invece, sono dei pappagalli che hanno una base tutta verde e che si differenziano dalla fronte che può essere blu o gialla. Con un buon addestramento, si rivelano quelli più portati a parlare. I pappagalli Ara sono i più costosi, i più grandi per dimensione e i più colorati. Anche loro possono imparare a parlare».
Ma quando un pappagallo parla, sta semplicemente memorizzando e ripetendo suoni, oppure le loro capacità vocali nascondono un’abilità di comunicazione intenzionale? «Nella maggioranza dei casi imparano e ripetono. Ci sono, però, degli studi che dimostrano come l’animale, osservando una determinata azione, pronunci una parola correlata», rileva.

