A Pianella scoperti tre contagi in 1.631 test
PIANELLA. Sono stati 1.631 i tamponi effettuati a Pianella nell'ambito dello screening di massa, eseguito dal 12 al 19 gennaio al palazzetto dello sport di contrada Nardangelo. Solo tre sono...
PIANELLA. Sono stati 1.631 i tamponi effettuati a Pianella nell'ambito dello screening di massa, eseguito dal 12 al 19 gennaio al palazzetto dello sport di contrada Nardangelo. Solo tre sono risultati positivi. Il bilancio di questa esperienza arriva dal consulente per il welfare del Comune di Pianella, Ivano Pietrolungo, che parla con evidente soddisfazione dell'apprezzamento «unanime» riscosso dall'iniziativa e attribuisce «il merito» alla «collettività, da chi ha organizzato lo screening ai cittadini che hanno aderito. Una menzione speciale, poi, va ai volontari delle associazioni Protezione civile di Pianella Modavi e Croce Rossa Italiana di Ut Pianella, il cui apporto (gratuito) ha fatto la differenza».
Pietrolungo coglie anche l'occasione per rispondere al consigliere di opposizione Massimo Di Tonto che si è sottoposto al test ma, nel farlo, ha ricordato la sostanziale bocciatura in aula della sua proposta, avanzata a maggio con una mozione, di promuovere test sierologici di massa. Pietrolungo fa notare che quel tipo di analisi non sarebbe stato utile a «ricercare gli infetti tra i cittadini, ma avrebbe consentito di individuare, a fini meramente statistici, quanti avessero avuto l’infezione in passato. Invece, lo screening promosso dalla Asl e al quale il Comune ha aderito, è stato finalizzato alla ricerca del virus presente nella popolazione. Quindi, non si possono equiparare le due cose». Che la mozione sia stata motivo di revoca dalla carica di assessore, come fa Di Tonto, non rispecchia la realtà dei fatti, dice Pietrolungo, parlando a nome del gruppo di maggioranza: «La rimozione è stata la conseguenza di una sequela di episodi», in cui sono emersi «l'opacità del suo agire rispetto alla militanza nella compagine amministrativa e l'inerzia realizzativa», oltre a dimostrare di voler spesso «giocare la palla da solo», anziché con la maggioranza.

