«A rischio 92 milioni di export»

4 Marzo 2022

La Camera di Commercio stima i primi danni economici del conflitto

PESCARA. La guerra mette a rischio oltre 92 milioni di euro di esportazioni da parte delle imprese locali. È l’analisi stilata dalla Camera di Commercio Chieti-Pescara, sulle conseguenze del conflitto in Ucraina.
«È fortemente a rischio l’equilibrio dell’economia regionale», spiega Gennaro Strever, presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, «già sofferente per la pandemia. Bisogna alzare la guardia sul settore degli autoveicoli che, produce, da solo circa il 50 per cento del Pil abruzzese». Il conflitto scatenato dalla Russia comporta inevitabili conseguenze per le aziende del nostro territorio. Guardando all’Ucraina, infatti, secondo l’analisi della Camera di Commercio Chieti-Pescara, nei primi 9 mesi del 2021 le imprese abruzzesi hanno esportato beni per 29,9 milioni di euro (soprattutto autoveicoli, ma anche prodotti chimici, fertilizzanti, forniture mediche e articoli di abbigliamento). Le importazioni dal mercato ucraino, invece, ammontano a 5,4 milioni di euro, e si tratta prevalentemente di grano, frumento e altri prodotti agricoli. Guardando alla Russia, nei primi 9 mesi del 2021 le imprese abruzzesi hanno esportato beni per quasi 62,8 milioni di euro, con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del + 7,3 %.In prevalenza, anche verso la Russia, partono gli autoveicoli, ma anche articoli di abbigliamento, mobili e prodotti realizzati in gomma.
Le importazioni dal mercato russo ammontano 7,7 milioni di euro, con un consistente incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del + 263 %.
Al primo posto delle importazioni, troviamo, come per l’Ucraina, prodotti agricoli per quasi 3 milioni di euro (con un volume quattro volte superiore al 2020), seguiti dai prodotti di plastica.