A Roma 100 produttori a prova di sisma

Da Farindola e Campotosto a Teramo e Torricella Sicura con pecorino e mortadelle. L’abbraccio di Bellanova e Raggi
PESCARA. Centinaia di agricoltori, allevatori e pastori terremotati a Roma, in piazza di Sant’Anastasia, al Circo Massimo, con le specialità contadine sopravvissute al terremoto che tre anni fa ha sconvolto vita e lavoro del centr’Italia. L’Abruzzo è in prima fila. Dal pecorino di Farindola alla mortadella di Campotosto, dalla patata turchesa ai salumi teramani: sono solo alcuni dei prodotti esposti al grande mercato di Campagna Amica di Coldiretti dove viene preparata la pasta all’amatriciana cucinata da agrichef, cuochi contadini degli agriturismi terremotati, e offerta ai cittadini per ricordare che nelle zone devastate la normalità è ancora un sogno.
IL CORAGGIO DEI CENTO. Uno striscione ricorda che “La terra non trema – Il coraggio dei contadini”, a simbolo della tenacia degli agricoltori che con dignità sono rimasti a vivere e lavorare nelle campagne ferite nonostante i ritardi nella ricostruzione e le mille difficoltà quotidiane. In piazza, ieri mattina a Roma, c’erano oltre cento produttori abruzzesi, insieme ai colleghi di Marche, Umbria e Lazio, uniti dalla stessa linea rossa e verde, quella del dramma ma anche della speranza e la voglia infinita di rialzare la testa.
NON SI ARRENDONO MAI. È stato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, che ha voluto dedicare alla solidarietà il 75esimo anniversario dell’associazione, nata a fine ottobre del 1944, quando c’era la guerra a spegnere i sogni. Ma adesso, come allora, gli agricoltori abruzzesi non si arrendono. E con il presidente regionale di Coldiretti, Silvano Di Primio, e i presidenti provinciali Emanuela Ripani (Teramo), Angelo Giommo (L’Aquila) e Pier Carmine Tilli (Chieti), i direttori regionale e provinciali e tanti giovani imprenditori e donne imprenditrici, si è fatta conoscere e apprezzare. Con loro sono arrivati i sindaci delle province colpite tra cui anche il piccolo Antonio Croce, il baby sindaco di Torricella Sicura, nel Teramano, il volto giovane di chi vuole un futuro migliore. E poi il vicepresidente e assessore regionale alle politiche agricole, Emanuele Imprudente. Un fronte comune, tra le Regioni colpite dagli eventi sismici e il sistema dell'agricoltura, con Coldiretti in testa, per suggerire modifiche al decreto sisma, varato di recente, e concertare misure di semplificazione, sostegno e sviluppo al comparto.
POTER SPENDERE. «Vi ringrazio», dice Imprudente a Prandini e Di Primio, «per aver riportato al centro del dibattito del Paese il problema dei Crateri sismici. Bisogna ringraziare in maniera forte anche i sindaci dei Comuni montani per il coraggio e la determinazione. Oggi, lo sforzo vero non è trovare le risorse, ma spenderle. L'impegno del sistema Paese deve essere questo: fare il salto di qualità, pensare di dare opportunità ad agricoltori e contadini, riducendo al minimo lacci e lacciuoli della burocrazia», afferma l’assessore.
NUMERI CHOC. In Abruzzo, nei paesi svuotati dal terremoto e con il turismo in lenta ripresa, si registra un crollo del 70% della spesa che sta soffocando l’economia locale e il lavoro, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà.
Ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali. Aziende di pregio famose nel mondo.
ANIMALI MORTI. «Ma l’Abruzzo è stato colpito due volte, la prima nel 2009, poi nel 2016-2017», dice Coldiretti, «e nonostante tutto, la maggioranza di agricoltori e allevatori, a prezzo di mille sacrifici, non ha abbandonato il territorio». Coldiretti ricorda che in Abruzzo le aziende zootecniche colpite dal sisma 2016/2017 sono state oltre 400 con una perdita di 40mila avicoli, 8mila capi tra pecore e suini e 200 bovini: sono dati elaborati dall’Istituto zooprofilattico d’Abruzzo e Molise.
Numeri choc che hanno colpito molto la ministra all’Agricoltura, Teresa Bellanova, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Centinaia di aziende risentono ancora delle conseguenze dirette ed indirette del sisma», è l’appello finale di Coldiretti, «è importante aiutarle con misure adeguate per riportare alla normalità l’Abruzzo e le altre regioni ferite».

