A Roma la dichiarazione sulle due velocità

9 Marzo 2017

Sulla politica estera la sintonia tra Mattarella e Gentiloni è totale. Così come la consapevolezza che in questi mesi si sta giocando una partita decisiva per la tenuta dell’Unione europea. Per...

Sulla politica estera la sintonia tra Mattarella e Gentiloni è totale. Così come la consapevolezza che in questi mesi si sta giocando una partita decisiva per la tenuta dell’Unione europea. Per questo ieri al Quirinale nella consueta colazione che precede i Consigli europei, Mattarella ha ricevuto mezzo governo. E l’attenzione si è concentrata sulle celebrazioni del trattato di Roma che il 25 marzo riuniranno nella capitale i leader dei 27. Deve essere «un’occasione importante di rilancio dell’Unione», è il mantra dell’iniziativa. Che si preannuncia complessa alla ricerca di un documento da sottoscrivere a 27 che dovrebbe anche impostare un’Europa a due velocità che non a tutti piace. Ed è proprio quello che è contenuto nell’anticipazione della Dichiarazione di Roma pubblicata dal Guardian online. Il testo invita infatti gli stati membri a «lavorare insieme per promuovere il bene comune, fermo restando che alcuni di noi possono avanzare più strettamente, più velocemente e più lontano in alcune aree, mantenendo la porta aperta a chi vuole unirsi successivamente e preservando l’integrità del mercato unico, dell’area Schengen e la Ue nel suo complesso» specificando che la Ue deve essere una «Unione indivisa e indivisibile, che agisce insieme quando possibile ed a ritmi e intensità diversi quando necessario».