A San Valentino torna la paura dei lupi

29 Settembre 2015

I predatori uccidono di nuovo pecore e un montone a contrada Cavone. I residenti: «Ora non riusciamo più a uscire di casa»

SAN VALENTINO. I lupi scendono di nuovo a valle dai versanti del Morrone e della Majella e seminano il panico. Arrivano vicino alle case sparse in campagna, ma anche a quelle situate nelle periferie dei centri abitati. I predatori escono dai confini dei territori protetti del Parco della Majella per cacciare soprattutto cinghiali, ma anche caprioli e cervi, che si espandono ormai in modo incontrollatofino al mare (è di questi giorni l’avvistamento di cervi nelle città di mare, vedi articolo in pagina di Montesilvano ndc).

I lupi si mostrano molto aggressivi, almeno questa è la sensazione di chi li ha visti all'opera e a giudicare dal feroce trattamento riservato alle prede. La scorsa notte, l'ennesimo agguato si è registrato nell’allevamento di pecore di Santina Ascenzo e del marito Mario Di Fazio, in contrada Cavone di San Valentino. Tre pecore ridotte in brandelli. Due di esse erano incinte e portavano in totale cinque agnellini. «La scorsa settimana abbiamo visto i lupi aggirarsi intorno alla casa» racconta la nuora degli allevatori, Maria Teresa Pelaccia, «al mattino, abbiamo trovato quattro pecore dilaniate. Alcuni giorni prima, un montone finito tra le loro zanne è stato sgozzato e semi sbranato. Insomma, siamo diventati un bersaglio facile per i lupi. Qui, dove i miei suoceri allevano anche cavalli e capre, ci sono ottimi motivi per i predatori di farci visita. Non temono di avvicinarsi troppo e noi abbiamo paura. Torno dal lavoro di notte e sono molto spaventata quando arrivo a casa e devo uscire dall'auto per rientrare. Qualche giorno fa, mi sono svegliata di notte per accudire mio figlio che aveva la febbre alta e dalla finestra ho visto due lupi a pochi metri dalla finestra di casa».

Che siano lupi è cosa certa dopo i controlli sulle carcasse degli ovini sbranati nell’ultimo raid. La veterinaria Liana Ceccomancini della Asl, distretto di Scafa, ha certificato ferite lacero contuse state provocate da morsi di lupo. «I danni subìti, qualche migliaio di euro, dovranno risarcirceli, ma ciò che ci angustia è la paura. Non siamo più tranquilli in casa. Abbiamo timore di uscire, soprattutto di notte, e di trovarci faccia a faccia con i lupi. Del resto, spesso dobbiamo farlo avendo l'allevamento a poca distanza. Chiediamo aiuto» prosegue la donna. «C’è bisogno di un intervento del prefetto per assumere provvedimenti urgenti nelle zone al confine con il Parco prima che si verifichino altre aggressioni. E non è detto che le vittime siano sempre le pecore».

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