A Scafa ci si può laureare in biblioteca

13 Dicembre 2020

SCAFA. A Scafa ci si potrà laureare in casa, o meglio nella sala della biblioteca comunale che l’amministrazione, guidata dal sindaco Maurizio Giancola, da oggi mette a disposizione, a titolo...

SCAFA. A Scafa ci si potrà laureare in casa, o meglio nella sala della biblioteca comunale che l’amministrazione, guidata dal sindaco Maurizio Giancola, da oggi mette a disposizione, a titolo gratuito, dei giovani laureandi che ne faranno richiesta. La decisione è stata ratificata con la delibera di giunta del 23 novembre scorso. Lo studente, aspirante dottore, dovrà presentare una richiesta per l’utilizzazione della sala della biblioteca all’ufficio tecnico comunale, almeno cinque giorni prima di quello stabilito per la discussione della tesi, tenendo in considerazione che, nel rispetto delle norme anti covid, alla seduta non potranno essere presenti più di 10 persone. Il Comune assicurerà, se necessario, la presenza del personale per il supporto tecnico. La proposta, accolta dalla giunta comunale, è di Nicola Misceo, responsabile della Lega per la Val Pescara.
«Il nostro partito ha presentato la medesima proposta in diversi altri Comuni della regione», dice Misceo, 20 anni, studente universitario al terzo anno di Giurisprudenza.
«Da quando ha avuto inizio l’emergenza sanitaria si discutono tesi di laurea con modalità telematiche», aggiunge, «ma la possibilità di avvalersi di una biblioteca consente a dieci parenti di poter vivere, e un giorno ricordare, un momento di rilevante importanza, considerando anche che a causa della crisi economica determinata dal Covid molte famiglie sono venute a trovarsi in serie difficoltà, e può anche accadere che alcune non possano più utilizzare il wi-fi. Era necessario poter usufruire di un servizio alternativo e sicuro».
«Come ente municipale garantiremo» spiega il sindaco, «le misure di sicurezza richieste dal momento di pandemia, con il rispetto del distanziamento sociale e la misura della temperatura. Abbiamo voluto dare la possibilità ai nostri giovani di avere vicini i famigliari e far loro condividere una gioia importante della loro vita».
(w.te.)
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