Abbazia chiusa da 16 mesi Il sindaco: «È un danno»

30 Luglio 2021

Castiglione, il primo cittadino attende i fondi della Regione per poter ripartire Inoltre resta ancora bloccata la convenzione tra Comune e direzione museale

CASTIGLIONE A CASAURIA. È chiusa al pubblico da 16 mesi l’abbazia benedettina di San Clemente a Casauria.
Il sindaco di Castiglione a Casauria, Biagio Petrilli, sta conducendo da mesi una battaglia per la riapertura del monumentale edificio medievale che attira turisti da tutto il mondo, ma è stritolato dai lacci della burocrazia.
Da una parte, il primo cittadino del comune di meno di 800 abitanti su cui insiste lo storico monumento, attende lo sblocco della convenzione «che non ho ancora firmato» con la Direzione regionale museale «le cui clausole, non esattamente a nostro favore, sono ancora da definire».
E dall’altra aspetta il contributo di 30mila euro stanziato dalla Regione Abruzzo, su input del consigliere Pd Antonio Blasioli, con il quale potrebbe pensare ad una ipotesi di riapertura dell’abbazia chiusa durante il lockdown.
Finanziamenti che arriveranno dopo una serie di «appelli, interpellanze e risoluzioni votate all’unanimità da tutto il Consiglio regionale» ha puntualizzato nei giorni scorsi, Blasioli.
E che ora potrebbero rappresentare uno spiraglio di luce per il piccolo comune della Val Pescara a cui la pandemia ha oscurato un sito storico, culturale e architettonico di importanza equiparabile a quello di Montecassino.
«Con questi fondi», spiega Petrilli, «potremmo pianificare almeno 200 giornate di lavoro del personale che con le restrizioni dovrà passare da 1 a 2 unità, tra la vigilanza e i controlli all’ingresso». Personale di servizio al cui reperimento dovrà provvedere il Comune guidato da Petrilli.
Il quale, «con i nostri sforzi» ha ordinato, intanto, lo sfalcio dell’erba nell’area esterna, circostante il monastero, e le pulizie interne all’edificio.
Piccoli passi verso la normalità, in attesa di risolvere le questioni più prettamente tecniche.
La situazione, infatti, rimarrà al palo finché il Comune e la Direzione regionale dei Musei Abruzzo non troveranno un accordo sulle clausole del contratto, per ora solo abbozzato, ma respinto con forza dal sindaco, che precisa: «Contesto una convenzione che concede al Comune solo oneri» tra pulizie, gestione del monumento, sicurezza dell’edificio, visite guidate, «non può essere tutto a carico nostro». Per poter ammortizzare le spese, il sindaco ha chiesto anche «una biglietteria d’ingresso».
Ma dopo mesi di braccio di ferro, l’inchiostro sulle carte è secco e l’abbazia che potrebbe rilanciare l’economia del luogo, rimane chiusa.