«Abbiamo figli che vanno a scuola e affitti da pagare»

7 Agosto 2015

Guobadìa (Cgil): pronti a occupare con loro da questa notte se non sospenderanno l’ordinanza per trovare alternative

PESCARA. C’è chi il bancone l’ha già liberato e chi se ne sta lì, con la testa tra le mani. L’ordinanza del sindaco trovata affissa ieri mattina vicino alle loro bancarelle li ha lasciati senza fiato, e ancora di più quando poi si sono presentati gli agenti della polizia ferroviaria diretta da Davide Zaccone a ribadirgli che sì, entro due giorni devono togliere tutto e andare via.

Ma dove? È questo l’interrogativo che rimbalza da un bancone all’altro tra i capannelli di ambulanti dove ogni tanto spunta un bambino.

«Siamo più di 200 persone», protestano, «abbiamo figli, mogli, licenze, paghiamo tutto, anche Inps e Inail. Abbiamo la cittadinanza, la carta di soggiorno, i nostri figli vanno a scuola e paghiamo l’affitto di casa, perché noi non dormiamo sotto i tunnel della stazione. Questo è un mercato, se vogliono toglierlo ci devono dare un altro posto. Ci avevano avvisati da gennaio, ma da allora non si è fatto vedere più nessuno. Solo il sindaco è venuto pochi giorni fa, ma senza dirci una parola. La sera poi sono arrivati i vigili e i poliziotti a dirci di togliere la roba. Ma nessuno ci dice dove dobbiamo portarla, dove dobbiamo andare. Se le cose stanno così noi non ci muoviamo».

Uno stato di paura, rabbia e preoccupazione che a un altro gruppetto fa dire, per bocca di Assan: «Ci siamo alzati questa mattina e abbiamo visto questa ordinanza, non abbiamo neanche capito di che cosa si tratta, sono solo venuti i poliziotti a dirci che entro due giorni dobbiamo sgomberare. Ma dopo 30 anni che stiamo qua, con i figli grandi, siamo integrati, dove dobbiamo andare? Non avremmo mai immaginato che da una mattina all’altra ci potessero dire di andarcene senza sederci prima a un tavolo, senza trovare prima una via di mezzo».

Interviene l’amico: «Noi a questo sindaco ci crediamo e crediamo all’Italia, siamo gente civile, ma se fai un decreto devi chiamare le persone, le devi preparare. Questa è una storia triste, è una storia seria, perché togli il lavoro alle famiglie. Prima di fare qualsiasi cosa devi spiegare, affinché sappiano come comportarsi. Per questo chiediamo un incontro con il sindaco».

Un incontro chiesto e ottenuto per le 11 di domani mattina a cui parteciperanno tutte le sigle sindacali del coordinamento regionale immigrati, di cui è portavoce Patrick Guobadìa, responsabile dell’ufficio Immigrazione della Cgil. È lui ad anticipare che cosa chiederanno: «Ormai l’ordinanza non può essere ritirata, ma chiederemo una sospensione per trovare soluzioni alternative, come era stato promesso a gennaio. Chiediamo tempo, un percorso per regolarizzare chi può regolarizzarsi, non è che di punto in bianco mandano via tutti». E se la sospensione non ci sarà, sono già tutti pronti: «Abbiamo convocato la gente, per sabato notte, dormiamo là, siamo pronti a fare resistenza. Anche se mai mi sarei aspettato una cosa del genere da Pescara». (s.d.l.)

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