Aborto, obiettore l’80 per cento dei ginecologi abruzzesi
PESCARA. In Abruzzo l'80.7 % dei ginecologi non pratica l’interruzione volontaria di gravidanza perché obiettore di coscienza. Le sanzioni per il reato di aborto clandestino si sono inasprite da 51 a...
PESCARA. In Abruzzo l'80.7 % dei ginecologi non pratica l’interruzione volontaria di gravidanza perché obiettore di coscienza. Le sanzioni per il reato di aborto clandestino si sono inasprite da 51 a 10 mila euro. I consultori sono in costante diminuzione e lottano contro una cronica carenza di personale e la legge 194 sull’aborto non viene applicata in toto a 39 anni dal varo.
Di queste e altre problematiche si occuperà il convegno “Libere di scegliere, libere di decidere” che si svolgerà oggi alle 17 nel salone Lama di via Benedetto Croce. Alla conferenza, organizzata dalla Cgil Camera del Lavoro di Pescara e dal coordinamento donne dello Spi Cgil, parteciperanno Emilia Di Nicola, Loredana Piselli, Maria Trivelli, Viola Arcuri, Pietro Giuliani, Annamaria Di Gianmarco, Paolo Visci, medici, ginecologi e psicologici a vario titolo. Cesarina Bavecchi coordinerà i lavori.
«A 39 anni dal varo della Legge 194 (22 maggio 1978, Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza) progressivamente svuotata nel corso degli anni, al punto di snaturarne il senso», osservano dalla Cgil, «siamo ancora nella condizione di doverne rivendicare la piena applicazione e a chiedere misure di contrasto all’uso massiccio dell’obiezione di coscienza certificato anche dall’ultima relazione del ministero della Salute, che ha quantificato l'obiezione di coscienza tra i ginecologi in Italia pari al 70,7%. Con punte, in alcune regioni, del 90%. In Abruzzo la percentuale e' dell’80.7%». Non ci sono dati che indichino la situazione a Pescara e provincia. «Li abbiamo richiesti più volte alla Asl , ma non ci sono ancora pervenuti, eppure c’è la necessità di sapere in provincia quanti sono i medici che non praticano aborti», chiarisce Di Nicola, segretaria Cgil. «Da questo convegno dovrà emergere a che punto è la legge 194, cosa prevede e cosa non garantisce ancora alla salute delle donne, di cui si parla pochissimo. I medici non obiettori hanno un carico di lavoro pazzesco. Il presidio ospedaliero di Penne, per esempio, è molto frequentato dalle donne che scelgono di interrompere la gravidanza perché hanno maggiore privacy. Dobbiamo capire anche che ruolo hanno i consultori che sono in preoccupante diminuzione e che lottano contro la cronica carenza di organico e beni strumentali. Inoltre, chiederemo che nelle scuole si facciano più campagne di sensibilizzazione alla sessualità». (c.co.)

