Abruzzesi bloccati in albergo ad Abu Dhabi

2 Marzo 2020

Lavoravano al Giro degli Emirati fermato dal virus: test negativo, atteso per oggi il via libera al rientro

PESCARA . Doveva essere una tranquilla settimana di lavoro per quattro abruzzesi al servizio della Rcs, l’azienda specializzata in eventi sportivi che cura anche il Giro d’Italia. La trasferta per seguire il Giro degli Emirati Arabi Uniti ha invece rischiato di trasformarsi in un incubo a causa del coronavirus, dopo che due membri di una squadra sono sospettati di essere positivi al Covid 19. Per questo sono ancora bloccati ad Abu Dhabi Saverio Frittella e Francesco Frittella, fratelli originari di Fossacesia, uno residente a Casalincontrada e l’altro in Francia, Marcello Ferroni, originario di Guardiagrele che vive a Milano, e Federico Roganti di Spoltore.
Tutto è iniziato quando due italiani, non corridori, membri dello staff di una delle squadre in gara, sarebbero risultati positivi al coronavirus. «Sembra che la cosa finalmente si stia risolvendo», racconta Saverio Frittella, «ci hanno fatto il tampone, e sabato ci hanno dato un prima comunicazione orale che il test è negativo. Per domenica mattina aspettavamo il certificato ufficiale, una sorta di “lasciapassare” che ci consente di lasciare l’albergo e di tornare in Italia, che però non è ancora arrivato».
Il documento potrebbe essere rilasciato oggi, dopo che ieri, ad altri sessanta italiani, le autorità locali hanno comunque dato il permesso di rimpatriare.
«Io sono stato avvertito giovedì sera», ricorda Frittella, «ero all’arrivo dell’ultima tappa disputata, a circa 400 chilometri dall’hotel, e avrei dovuto spostarmi alla partenza della successiva. È arrivata però la comunicazione dei casi sospetti di coronavirus, e a chi era rimasto ad Abu Dhabi era stato già imposto restare in albergo».
Le ultime due tappe in programma, venerdì e sabato, sono state annullate, ed è stato imposto di sottoporre tutta la carovana ai tamponi sanitari. Le squadre e tutto il seguito della corsa, giornalisti compresi, sono rimasti blindati nei due hotel riservati al Giro, in attesa degli accertamenti.
È iniziato così l’isolamento anche per Saverio e gli altri tre abruzzesi: il fratello Francesco e Ferroni erano nello stesso hotel, mentre Roganti, staffetta motociclista, era ospitato in un’altra struttura.
«Abbiamo avuto di disposizione di restare ognuno nella propria stanza», spiega ancora Frittella, «non potevamo vederci tra noi, ma ci sentivamo per telefono. Di certo non ci è mancato niente: a parte il fatto di non poter uscire, siamo stati benissimo. Senza contare che facciamo parte di Rcs, che ha un’organizzazione di altissimo livello. Forse è mancato qualcosa a livello di comunicazione da parte delle autorità locali, perché non c’è stata chiarezza sui casi di Coronavirus che hanno portato all’interruzione del Giro, o di altri possibili contagi di cui si era parlato. Alla fine abbiamo il grosso delle notizie le abbiamo avute dai giornalisti italiani che hanno seguito la vicenda. Ma in ogni caso ora stiamo solo aspettando il via libera per ripartire, e siamo tranquillissimi».
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