Abruzzesi ecologisti ma insoddisfatti per i costi troppo alti

Lo rivela un’indagine Istat sui comportamenti degli italiani E gli orari di raccolta del porta a porta scontentano i cittadini
PESCARA . Cresce la coscienza ecologista degli abruzzesi, e la consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente passa attraverso una corretta gestione dei rifiuti. A rilevarlo è l’Istat, nel report dedicato alla raccolta differenziata, ai comportamenti e alla soddisfazione dei cittadini nelle città italiane, che pone la nostra tra le regioni più dinamiche, almeno sotto questo punto di vista.
I RIFIUTI. In Abruzzo, in media, nel periodo 2016-2017 sono stati prodotti 453 chili di rifiuti per ogni abitante, a fronte di una raccolta differenziata che si attesta sul 53,5%. A livello nazionale, la media si aggira sui 496,7 chili per abitante (con un aumento del 2,2% rispetto al 2015); la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti, invece, è del 52,5% (5 punti percentuali in più sull’anno precedente), ma un punto sotto rispetto alla media abruzzese.
IN ITALIA. I livelli più alti di produzione di rifiuti urbani si rilevano in Emilia-Romagna (653, kg per abitante) e Toscana (616,2). Il Molise (387,0) e la Basilicata (353,0), invece, sono le regioni in cui se ne producono di meno.
VETRO, LATTINE & CO. La raccolta differenziata, rispetto al 1998, è cresciuta in maniera vertiginosa sull’intero territorio regionale. Il calcolo per tipologia di rifiuto vede percentuali in costante crescita nel corso degli anni, addirittura superiori alla media nazionale e, in alcuni casi, anche alle regioni del Nord. L’aumento più rilevante è quello che interessa i farmaci scaduti (96%, contro il 26.7% del 1998), seguito a ruota dalla frazione umida (92,4%, rispetto al 14% del 1998); ancora a seguire ci sono plastica (90,7% contro il 14% di dieci anni fa), carta 90,1% (era al 19,9%), vetro (89,6% contro il 30,6% del 1998), lattine di alluminio (79% contro il 10.1% di dieci anni fa) e le batterie usate (38,9%, mentre nel 1998 la percentuale era ferma al 15,9%).
LA MEDIA NAZIONALE. A livello nazionale, si stima che nel 2017 l’85,% delle famiglie abbia effettuato con regolarità la raccolta differenziata della plastica (39,7% nel 1998), il 74,6% dell’alluminio (27,8%), l’84,8% della carta (46,9%) e l’84,1% del vetro (52,6%). I dati abruzzesi sono grosso modo sovrapponibili a quelli delle regioni del Nord Ovest, le più interessate sotto il profilo della differenziazione dei rifiuti: nel 2017 il 91,8% ha avviato a recupero il vetro, l’81,0%, il 91,1% la plastica e il 91,4% la carta.
LE VIRTUOSE. In termini di raccolta differenziata, sono quattro le regioni più virtuose che hanno contemporaneamente superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata e una produzione totale al di sotto della media. Al primo posto si ha la provincia autonoma di Trento (74,3% di raccolta differenziata rispetto al totale di rifiuti urbani prodotti, pari a 486,6 kg per abitante), al secondo il Veneto (72,9% di raccolta differenziata su 486,5 kg per abitante di rifiuti urbani prodotti). A seguire Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano, le cui quote di raccolta differenziata sono rispettivamente 68,1, 67,1 e 66,4%, con una produzione totale di rifiuti urbani rispettivamente pari a 477,5, 481,1 e 475,5 kg per abitante.
IL COSTO. Trattare e smaltire i rifiuti, per quanto differenziati, ha un costo. Il 72,2% delle famiglie abruzzese ritiene che si tratto di un costo elevato. Solo il 19,3% ritiene adeguata la spesa per il servizio dei rifiuti e lo 0,6% pensa sia bassa.
A livello nazionale le famiglie che pensano il costo sia eccessivo erano il l 69,9%, a fronte 25,6% che lo giudica adeguato. A lamentarsi di più le famiglie residenti nelle Isole, che nell’83,4% ritengono il costo elevato. La quota scende al 61,1% nelle regioni del Nord-est.
IL PORTA A PORTA. Il livello di gradimento per il servizio di porta a porta, in Abruzzo, vede prevalere la schiera degli “abbastanza soddisfatti”, che sono il 62,9%, seguiti dal 27,23% che si ritiene soddisfatto. Giudizio poco lusinghiero per l’8,71% delle famiglie a fronte dell’1,16% che si è dichiarato tutt’altro che soddisfatto.
I motivi di insoddisfazione sono legati prevalentemente all’orario di ritiro dei rifiuti (89,1%), frequenza del ritiro (60,6%), cattivi odori (38,9). Il 36,4% delle famiglie intervistate ritiene, addirittura, che i rifiuti non vengano realmente recuperati. Solo il 9,2% degli abruzzesi ha dichiarato di non aver ricevuto informazioni adeguate. Anche a livello nazionale i motivi di insoddisfazione del porta a porta sono prevalentemente legati agli orari di raccolta dei rifiuti (94,3%).
È ancora molto forte la convinzione che non sia utile raccogliere i rifiuti in modo differenziato (89,6%).
LE PROVINCE. Il dato disaggregato vede le province di Chieti e Teramo primeggiare sulle altre per il recupero di carta e plastica. Qui, infatti, il 100% delle famiglie hanno dichiarato di aver avviato a riciclo i rifiuti costituiti dalle due materie prime.
Teramo ricicla anche il 90,9% dei toner, a fronte del 3,8% di Pescara. il vetro viaggia intorno al 30-35% all’Aquila, Teramo e Pescara, mentre a Chieti raggiunge il 90%. Le batterie esauste vanno dal 4,3% di Pescara al 45,5% di Teramo.

