Abruzzo, 1.289 bonus per l’acquisto di bici

Tante le domande accolte in 22 comuni, la Regione ha erogato 300mila euro D’Annuntiis: «Sviluppiamo l’attività cicloturistica, c’è crescente richiesta»
La regione verde d’Europa scommette sulla mobilità sostenibile. Oltre 1.200 abruzzesi hanno ottenuto il contributo regionale per l’acquisto di biciclette, bici a pedalata assistita e monopattini elettrici. Gli incentivi green sono stati riservati ai residenti di 22 comuni delle quattro province. Avezzano, Celano e Sulmona in provincia dell’Aquila; Atessa, Francavilla al Mare, Lanciano, Ortona, San Giovanni Teatino, San Salvo e Vasto per la provincia di Chieti; Cepagatti, Città Sant’Angelo, Penne e Spoltore in provincia di Pescara e Alba Adriatica, Atri, Giulianova, Martinsicuro, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi e Tortoreto per quella di Teramo.
I NUMERI. Le domande ammesse sono state 1.289, quelle respinte 231. Gran parte degli abruzzesi ha richiesto il contributo per la bici o per la bici elettrica. Pochi quelli che hanno scelto il monopattino. Quanto alle richieste non ammesse, per la maggior parte ci sono state anomalie nel documento fiscale. L’elenco dei beneficiari e degli esclusi può essere consultato all’indirizzo https://www.regione.abruzzo.it/content/contributi-lacquisto-di-biciclette-biciclette-pedalata-assistita-o-altri-mezzi-di-mobilità.
QUALI INCENTIVI. L’agevolazione coincide con un contributo a fondo perduto fino al 50 per cento del costo sostenuto finalizzato all’acquisto di un solo mezzo per ciascun nucleo familiare. L’importo massimo erogato è pari a 300 euro. La liquidazione del contributo sarà effettuata in un’unica soluzione, mediante accredito sull’Iban intestato al richiedente/beneficiario/intestatario della fattura quietanzata indicata nell’istanza. I benefit possono essere incassati esclusivamente sul conto corrente bancario o postale. Le risorse stanziate (300mila euro) sono state assegnate secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande fino all’esaurimento del plafond. L’avviso pubblicato dalla Regione è figlio de Cura Abruzzo 2, la legge approvata a sostegno delle attività e dei settori più colpiti dalla pandemia che, tra le altre cose, aveva introdotto incentivi e bonus per la mobilità sostenibile privata. In particolare è stato finanziato l’acquisto di biciclette, biciclette da passeggio, city-bike, bici pieghevoli, bici per cicloturismo, bici ibride, bici da trekking e mountain bike; biciclette elettriche, biciclette a pedalata assistita con motore elettrico da 0,25 kW e monopattini elettrici purché nuovi di fabbrica e acquistati da produttori o rivenditori. Sono, infatti, esclusi dal benefit gli acquisti effettuati on-line. Motivo per il quale una piccola parte di domande è stata respinta, poiché gli acquisti sono stati effettuati sul web. La misura regionale aveva fatto il paio con quella varata più o meno nello stesso periodo dallo Stato, ma mentre quest’ultima era stata riservata a coloro che vivevano nei capoluoghi di provincia e in città con almeno 50mila abitanti, quella regionale aveva ampliato l’incentivo green aprendo ai residenti dei Comuni da 10mila a 50mila abitanti.
DOCUMENTI DA CONSERVARE. Per accedere al contributo sulla mobilità sostenibile privata ogni richiedente ha dovuto dare dimostrazione della ricevuta di pagamento (scontrino, fattura fiscale). Ma attenzione, quest’ultima va conservata per un periodo di almeno due anni dalla data di assegnazione del contributo, al fine di permettere eventuali controlli.
«ATTENTI ALL’AMBIENTE». «Abbiamo cercato di integrare il provvedimento statale che prevedeva la concessione di contributi per la mobilità sostenibile a comuni con più di 50mila abitanti», spiega il sottosegretario alla giunta regionale con delega a Infrastrutture e Trasporti, Umberto D’Annuntiis, «inserendo appunto quelli da 10mila a 50mila residenti. L’iniziativa rientra nella politica regionale di mobilità sostenibile e sviluppo dell’attività cicloturistica attraverso la realizzazione di piste ciclabili e la possibilità di incentivare i posti per le bici sui treni di cui c’è crescente richiesta nel periodo estivo. In particolare», conclude D’Annuntiis, «nelle grandi città abruzzesi si punta a sostituire mezzi pubblici e automobili inquinanti con soluzioni di mobilità alternativa contribuendo alla qualità ambientale e della salute».
L’OBIETTIVO. Sempre più Comuni in Italia hanno deciso di scommettere sui sistemi di mobilità urbana in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati in termini di inquinamento atmosferico e acustico; congestione stradale e incidentalità; degrado delle aree urbane causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni; il consumo di territorio causato dalla realizzazione delle strade e infrastrutture e i costi degli spostamenti sia a carico della comunità sia del singolo.

