Abruzzo, 70 migranti in arrivo

29 Aprile 2023

L’accoglienza non si arresta: altri 80 sono giunti tre giorni fa. Ma in regione i centri non bastano più

ORTONA. L’Abruzzo accoglie altri 150 migranti. Un’emergenza senza fine. È previsto per oggi l’arrivo di 30 disperati, dopo gli 80 clandestini giunti appena tre giorni fa. A questi se ne sommeranno tra domani e il 1° maggio altri 40. Ma i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) sono pieni. Numeri che indicano quantità come se si stesse parlando di cose. Invece, si tratta di essere umani. Un bollettino che ormai si aggiorna quotidianamente quello relativo agli arrivi dei profughi nella nostra regione. Questa volta l’allarme arriva direttamente da Lampedusa. Infatti, conta 1.382 persone il carico da “smistare” tra le varie regioni italiane, tra cui l’Abruzzo.
L’ARRIVO VIA TERRA
La prefettura di Agrigento ha dato la conferma per i trasferimenti con aerei e navi. Dunque, questa volta, i migranti arriveranno via terra e a coordinare tutte le operazioni la prefettura dell’Aquila in costante contatto con le autorità sicule. Da Agrigento e Porto Empedocle i mezzi con i profughi faranno tappa, per quanto riguarda la nostra regione, nelle quattro provincie dell’Aquila, Chieti, Teramo e Pescara, in modo da distribuire equamente gli uomini e le donne nelle varie zone.
L’ULTIMO SBARCO A ORTONA
L’ultimo sbarco risale al 28 marzo, quando la nave Life Support di Emergency ha attraccato alla banchina nord del porto di Ortona dopo il salvataggio di 161 migranti. Tra le persone c’erano 74 uomini, 61 minori, di cui 52 non accompagnati, e 26 donne di cui tre in stato di gravidanza. Tutti di varie nazionalità, in maggioranza etiopi, ivoriani e originari della Guinea Conakry, ma vi erano anche somali, nigeriani, sudanesi, camerunensi, oltre a migranti provenienti dal Chad, dalla Liberia, dal Mali, Gambia, Burkina Faso ed Eritrea. Una macchina dell’accoglienza che ha funzionato senza inciampi quella messa in campo dalla prefettura di Chieti sotto il coordinamento del viceprefetto Gianluca Braga che, in quella occasione, ha permesso la collaborazione di tutte le autorità e gli enti preposti che hanno lavorato in sinergia garantendo la perfetta riuscita delle operazioni. Una azione ben rodata da quando sono state eseguite tutte le operazioni sanitarie a bordo da parte del personale medico dell’Usmaf, al riconoscimento e all’assistenza medica e psicologica. Dopo lo sbarco a Ortona già nella prima mattina del giorno seguente i migranti sono saliti a bordo delle navette provenienti dai vari Cas di Abruzzo, Marche e Molise dove hanno trovato ospitalità. Metà dei 161 sono rimasti in Abruzzo, equamente distribuiti tra le quattro province; l’altra metà è stata destinata ad alcuni centri marchigiani e molisani.
CENTRI AL COMPLETO
Oltre all’emergenza legata agli arrivi, ora l’Abruzzo ne vive un’altra. I centri di accoglienza delle quattro provincie abruzzesi risultano pieni. Le strutture, dunque, non avrebbero più spazi adatti ad accogliere altre persone. Un problema che diventa ancora più serio visto la frequenza degli sbarchi e dei conseguenti spostamenti di ingenti numeri di migranti. Dalla prefettura si sta già studiando un piano di azione. Si sta, infatti, lavorando per ampliare la rete dei centri. Per questo già dalle scorse settimane sono stati coinvolti i sindaci per cercare una collaborazione in tal senso. È stato chiesto di intercettare delle strutture sui territori da adattare e adibire a centri di accoglienza per far fronte e tamponare questo importante momento critico.