Abruzzo, caccia ai cerbiatti Scontro tra Regione e Wwf

22 Gennaio 2023

Già dal prossimo calendario venatorio 2023-2024 sarà possibile puntare i fucili Costa 44mila euro l’incarico affidato a una società esterna di predisporre il piano

L'AQUILA. In Abruzzo si sparerà ai cervi e ai caprioli. Già dal prossimo calendario venatorio 2023-2024 sarà possibile puntare le carabine contro due specie caratteristiche del territorio montano. La decisione presa dalla Regione Abruzzo, che ha affidato a una società esterna la predisposizione del primo piano di prelievo, ha trovato la ferma opposizione del Wwf Abruzzo, che chiede un incontro immediato: «Una scelta sbagliata che, oltre a costituire un grave danno per la fauna, lede anche l’immagine dell’Abruzzo».
IL PIANO DI PRELIEVO.
Tutto si farà per gradi. Il primo passo è stato l'affidamento del servizio di "Coordinamento delle attività e dei soggetti per un comprensorio sperimentale di gestione del cervo e del capriolo in Abruzzo" alla cooperativa agricola forestale Dream. Un'operazione che costa alle casse regionali 44mila euro, finalizzata alla stesura di un disciplinare per la caccia al cervo e al capriolo, alla definizione di un primo comprensorio sperimentale per l’avvio della gestione del cervo nella regione Abruzzo e alla predisposizione del primo piano di prelievo, completo di tutte le parti propedeutiche.
La cooperativa Dream dovrà anche individuare strutture idonee, come Centri di sosta, per l'avvio della catena del freddo delle carni per la commercializzazione.
WWF CONTRARIO.
«È inconcepibile prevedere azioni sulle specie faunistiche senza avere conoscenze scientifiche e tecniche sufficientemente solide», fa notare il Wwf Abruzzo, «ormai la totale sudditanza della Regione verso le richieste dei cacciatori non conosce limiti: a farne le spese saranno animali bellissimi come cervi e caprioli. Dal punto di vista tecnico, poi, si continua a voler gestire la fauna come se fosse un problema venatorio e si fanno scelte senza conoscere minimamente le dinamiche della specie. Prima di assumere decisioni sarebbe necessario reperire informazioni sulla distribuzione della specie sul territorio regionale, sul trend e sullo status delle popolazioni, sui rapporti sesso ed età. Informazioni che si possono ottenere solo tramite monitoraggi ripetuti per diverse annualità con metodologie confrontabili e riconosciute, non certo in pochi mesi di osservazione».
Secondo il Wwf «non risulta siano presenti studi del genere a livello regionale, tanto che nello stesso piano faunistico venatorio, predisposto dalla Regione, si riportano i dati di una sola annualità».
DANNI ALL'AGRICOLTURA.
«Vengono spesso richiamati», dichiara Filomena Ricci, delegata del Wwf Abruzzo, «i danni in agricoltura provocati dai cervi e dai caprioli e il pericolo di incidenti stradali: questioni certamente delicate e da tenere in seria considerazione. Per limitare tali problemi, però, esistono molteplici azioni che si possono attuare nel territorio, ma non risulta che ci siano programmazioni a scala regionale su queste tematiche».
«Per arginare i danni all’agricoltura», continua, «si può implementare l’utilizzo delle recinzioni o delle varie tipologie di repellenti. Senza parlare di tutte le azioni che possono essere messe in atto per limitare il rischio d'impatto con le autovetture: dissuasori visivi e sonori, potenziamento dei sottopassi, costruzioni di sovrappassi».
SUBITO UN CONFRONTO.
In Abruzzo, alcuni paesi hanno fatto della presenza dei cervi un elemento peculiare e di riconoscibilità, utilizzato anche per la promozione turistica. «Sarà difficile utilizzare ancora questa immagine virtuosa, se a queste specie si spara», dice Ricci, che rivela un'altra incongruenza: «È paradossale che alla società individuata venga demandata la rappresentanza della Regione all’interno delle commissioni tecniche nominate per l’avvio della gestione di cervo e capriolo cedendo, di fatto, il ruolo politico e di mediazione che l'ente dovrebbe garantire nei tavoli decisionali».
Rilievi vengono mossi dal Wwf anche «sui contributi che la Regione eroga agli ambiti territoriali di caccia. Per il 2021 sono stati previsti più di 500mila euro: sarebbe interessante sapere quali siano le iniziative realizzate». Il Wwf Abruzzo chiede alla Regione di avviare un confronto allargato su queste tematiche.