Abruzzo, da giovedì 7 gennaio riaprono bar, ristoranti e pizzerie

Sono previsti altri quattro giorni di zona rossa, uno (lunedì) di arancione e poi via alla fascia gialla Si potrà tornare a scuola in presenza (il 50 per cento) e sarà possibile raggiungere altre regioni gialle
Sembra un semaforo impazzito. Un'alternanza di giorni rossi e arancioni, tra regole e divieti che cambiano in continuazione per arrivare, il 7 gennaio, al giallo. Quando in Abruzzo, come confermato dal governatore Marco Marsilio, si tornerà al livello più basso di emergenza. Festività sofferte e altalenanti per tenere sotto controllo la curva dei contagi che detta legge sul colore delle regioni. Fino all'Epifania, il 6 gennaio, si resta in zona rossa, eccezion fatta per lunedì 4 gennaio, unico giorno in arancione. Dal 7 gennaio, quando rientreranno a scuola gli studenti delle superiori, seppure in presenza al 50%, di nuovo in area gialla, con la possibilità di spostarsi anche tra regioni.
ZONA ROSSA
Durante il lockdown, che coincide con la zona rossa, sono vietati tutti gli spostamenti, tranne che per comprovate esigenze di lavoro, salute, necessità, che vanno certificate mediante autodichiarazione da esibire o da compilare in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine. La veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal cittadino può essere oggetto di controlli successivi: nel caso in cui si dichiari il falso si commette un reato. Per i trasgressori sono previste multe da 400 a 1.000 euro. È sempre consentito il ritorno nella propria residenza, domicilio o abitazione. Permangono le deroghe appositamente previste dal Governo per le festività natalizie: si potrà far visita a parenti e amici, tra le 5 e le 22, purché lo spostamento venga effettuato da non più di due persone, a cui si possono aggiungere figli minori di 14 anni, persone disabili e persone non autosufficienti conviventi. Gli spostamenti saranno consentiti anche fuori dal proprio comune, indipendentemente dalle dimensioni, purché si resti nella stessa regione. Gli spostamenti nelle seconde case sono sempre consentiti, ma solo all’interno della stessa regione e tra le 5 alle 22, prima che scatti il coprifuoco. Se la seconda casa è intestata a più comproprietari, può andarci solamente un nucleo familiare convivente.
I NEGOZI APERTI
In zona rossa l’attività di commercio al dettaglio è sospesa, anche se esistono delle eccezioni. In particolare, potranno continuare a esercitare la loro attività edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie e negozi di generi alimentari. Ammessa anche la vendita di articoli per la prima infanzia, di apparecchiature informatiche, di ferramenta, di articoli igienico-sanitari, di librerie e anche i servizi di lavanderia, pompe funebri, barbieri e parrucchieri. Restano chiusi tutti i servizi di ristorazione: bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie. Sono, però, consentite la vendita da asporto, tra le 5 e le 22, e la consegna a domicilio senza limiti di orario.
SPORT E PASSEGGIATE
Nonostante le limitazioni agli spostamenti previste in zona rossa, è consentito fare passeggiate, ma solamente nelle vicinanze della propria abitazione. Anche l’attività motoria può essere svolta, ma se in forma individuale e in prossimità di casa.
Consentito anche l’utilizzo della bicicletta, sia per raggiungere il posto di lavoro e per altri spostamenti necessari che per fare sport, sempre visino alla propria abitazione.
ZONA ARANCIONE
Si può circolare liberamente all'interno del proprio comune, ma per spostarsi in un altro comune è necessario avere delle valide ragioni legate al lavoro, alla salute o reali necessità, che dovranno essere sempre comprovate con il modulo di autocertificazione. Rimane sempre valida la deroga per cui è consentito uscire, anche fuori comune, per andare a fare visita ad amici o parenti, ma una sola volta al giorno, al massimo in due oltre ai figli minori di 14 anni e a persone con disabilità. Il Governo ha previsto anche un'altra eccezione, che riguarda i piccoli comuni. È possibile, infatti, muoversi dai comuni con meno di 5mila abitanti, ma in un raggio massimo di 30 chilometri. Non è permesso, tuttavia, raggiungere i capoluoghi.
COPRIFUOCO
Un altro limite agli spostamenti, sia quelli interni al comune, sia in un raggio di 30 chilometri, concessi agli abitanti dei piccoli comuni, o per visite ad amici e parenti, è rappresentato dal coprifuoco. Anche gli spostamenti previsti dalle deroghe, potranno essere effettuati solo tra le 5 del mattino e le 22, quando scatterà il coprifuoco. Oltre quell'orario bisognerà restare in casa.
NEGOZI E RISTORANTI
Cambiano le regole anche per quanto riguarda le attività commerciali. Bar, ristoranti, pub e pasticcerie restano chiusi al pubblico, come in zona rossa, e possono lavorare solo con i servizi di asporto e consegna a domicilio. In zona arancione, invece, riaprono i negozi, che dovranno sempre rispettare tutte le regole anti-contagio, con limitazioni agli ingressi e con l'obbligo di utilizzare la mascherina. Sempre aperti i servizi essenziali, edicole, farmacie e parafarmacie.
ATTIVITÀ FISICA
Per l'attività motoria, come una passeggiata, si potrà spostarsi liberamente all'interno del proprio comune, e per quella sportiva si potrà anche uscire. Nel sito del Governo si specifica che «è possibile recarsi in un altro comune, dalle 5 alle 22, per fare attività sportiva in quella località qualora questa non sia disponibile nel proprio comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis). Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (corsa o bicicletta), entrare in un altro comune, purché lo spostamento resti funzionale solo all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il comune di partenza. Si ricorda che, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone».
ZONA GIALLA
Anche quando si torna in zona gialla, vanno rispettate le regole relative al coprifuoco, che resta in vigore dalle 22 alle 5: in tale fascia oraria sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità o per motivi di salute. Sono consentiti gli spostamenti tra regioni gialle, di rischio moderato, e all'interno del proprio comune, fino alle 22. È, comunque, fortemente raccomandato a tutti i cittadini, nell'arco dell'intera giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o provati, se non per esigenze di lavoro o di studio, per motivi di salute o necessità.
PRANZO AL RISTORANTE
Per quanto riguarda bar e ristoranti, in zona gialla potranno restare aperti fino alle 18, anche la domenica. Si può, quindi, pranzare al ristorante, mentre il servizio d'asporto è disponibile fino alle 22. Non ci sono limiti di orario per la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Parrucchieri e barbieri continueranno a lavorare normalmente trattandosi di attività che operano su appuntamento e nel rispetto di specifici protocolli. Restano chiusi, invece, tutti i centri commerciali nei giorni festivi e pre-festivi e nei week end, perché considerate zone «in cui c'è un alto rischio di assembramento», ma restano aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole che si trovano al loro interno. Sono chiusi, in tutto il territorio nazionale, i corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie. Tutti gli altri negozi potranno restare aperti, nel rispetto delle norme anti Covid vigenti, regolamentando gli ingressi e prestando attenzione al distanziamento e all'utilizzo della mascherina. Dal 7 gennaio, anche con il ritorno in zona gialla, musei, mostre e cinema continueranno ad essere chiusi. La capienza consentita sui mezzi pubblici è, invece, del 50%.
RITORNO A SCUOLA
Uno dei temi più dibattuti, negli ultimi giorni, è stato il ritorno sui banchi di scuole per gli studenti delle scuole superiori che torneranno in aula dal 7 gennaio, come stabilito dal Governo dopo la consultazione con le Prefetture. Il rientro sarà graduale e prevederà, in fase iniziale, un 50% di didattica in presenza e un 50% a distanza per, poi, passare a seconda dell'andamento della curva dei contagi al 75% in presenza. In alcuni istituti superiori ci si sta organizzando con ingressi scaglionati, fino alle 10, e uscite prolungate alle 2 del pomeriggio, ma l'orientamento generale è di lavorare sul potenziamento dei mezzi pubblici, sia delle linee urbane che extraurbane, per garantire i collegamenti ed evitare lo slittamento degli orari delle lezioni.
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