Abruzzo, ecco i centri vaccinali per contrastare la quarta ondata

9 Novembre 2021

Il referente Brucchi e il capo della Protezione civile Casinghini: valutiamo anche presìdi mobili 

Una nuova impennata nei contagi, e una quarta ondata di Covid che sembra alle porte in Abruzzo. Ma anche un numero di ricoveri ancora ridotto e un apparato sanitario pronto al massimo sforzo per evitare il peggio. «Siamo pronti a portare i vaccini a tutti gli abruzzesi pur di evitare una quarta ondata», sottolinea Mauro Casinghini, direttore dell’agenzia regionale di Protezione Civile. Gli fa eco il referente per la campagna vaccinale in Abruzzo Maurizio Brucchi: «Abbiamo messo in piedi un sistema elastico per le vaccinazioni. Il numero degli hub non è stato diminuito di molto, ma sono stati semplicemente depotenziati alcuni centri. Siamo pronti ad aumentarli se dovesse servire».
DOVE SI VACCINA IN ABRUZZO Al momento sono 27 gli hub di riferimento indicati dalle 4 Asl abruzzesi. Le vaccinazioni avvengono anche nelle farmacie e all’interno degli ospedali, per alcune categorie. Molti hub vengono utilizzati a rotazione, a seconda delle esigenze. Alcuni di questi sono stati spostati o depotenziati «perché prima avevamo esigenze e numeri diversi rispetto ad oggi», spiega Brucchi. A breve, però, è atteso il via libera per le terze dosi ai 50enni e poi dovrebbe toccare anche al resto delle fasce d’età che hanno già ricevuto le prime due dosi. Pertanto la domanda di vaccinazioni potrebbe impennarsi di nuovo in Abruzzo. «Se ci sarà la necessità», spiega Brucchi, «saremo in grado di aumentare e diminuire il numero di centri vaccinali in base alle esigenze del momento». Ovviamente contando sull’appoggio logistico della Protezione Civile. «Attendiamo le direttive del commissario Figliuolo», spiega Casinghini, «ma credo che a breve toccherà alle forze dell’ordine, agli insegnanti e alle forze armate fare le terze dosi. Sappiamo che la volontà del commissario era quella di limitare gli hub per razionalizzare e le risorse. Ma se ci sarà la necessità, dovremo rimettere in piedi un modello organizzativo adeguato». La parola d’ordine è elasticità, dunque, anche in una fase della pandemia che comincia a presentare numeri preoccupanti.
LA SITUAZIONE NELLE PROVINCE Al momento, è la Asl dell’Aquila ad avere il maggior numero di centri di riferimento per le vaccinazioni, aperti a rotazione in base agli orari indicati. C’è il polo centrale dell’ospedale San Salvatore, quello di Avezzano (nell’ex edificio scolastico in via Fucino), l’hub allestito all’Incoronata a Sulmona, ma anche centri a Celano, Carsoli, Civitella Roveto, Gioia dei Marsi, Luco dei Marsi, Pescasseroli, Tagliacozzo, Pratola, Pescina, Trasacco, Scanno e Castel di Sangro.
Ne ha due Chieti: il Pala Colle dell’Ara, che sta anche per allestire dei gazebo esterni per riparare dal freddo chi attende, e quello all’ex Ospedale Santissima Annunziata. La Asl li utilizza entrambi per diluire la pressione sul personale sanitario. In provincia, invee, ci sono il Pala Masciangelo (a Lanciano), il palazzetto ex Salesiani (a Vasto), e anche presidi aperti a rotazione a Guardiagrele, Casoli, Atessa, Ortona e Fossacesia. La Asl di Pescara, al momento, tiene aperto il centro vaccinale a Città Sant'Angelo Village Outlet, che presto però dovrebbe essere sostituito da un nuovo centro vaccinale nel quartiere di Portanuova. Ma sono rimasti in funzione anche gli hub di Penne, in contrada Campetto, e il centro vaccinale a Scafa. Teramo mantiene un solo centro di riferimento per le vaccinazioni, al Parco della Scienza, ma la campagna vaccinale si sta appoggiando, per alcune categorie specifiche, sui presidi ospedalieri di Atri e Giulianova. A questi c’è da aggiungere il gran lavoro messo in piedi dalle farmacie, tra vaccinazioni e tamponi, e dai medici di base. «La nostra idea iniziale», spiega Brucchi, «era quella di far prendere il posto degli hub ai medici di medicina generale, agli specialisti e ai farmacisti già a settembre ma non ci siamo riusciti. L’obiettivo, di fatto, non si è realizzato pienamente. Ma ci stiamo lavorando».
CAMPER E PUNTI
MOBILI PER I VACCINI
Quando la terza dose verrà estesa anche a tutti gli under 60, e sarà necessario aumentare il ritmo, potrebbe diventare necessario tornare alle vecchie abitudini estive. «In estate utilizzavamo i camper per vaccinare sulle spiagge», prosegue Brucchi, «e al momento ci sono ancora dei presidi mobili per le vaccinazioni in Abruzzo, organizzati dalle forze dell’ordine o dall’esercito. Ma con il freddo diventa tutto più difficile ed è un sistema che abbiamo ridotto. Se dovesse essere necessario, siamo pronti a mettere in campo tutte le risorse possibili. Iniziative specifiche per sensibilizzare alla terza dose? Al momento no, ma contiamo di metterle in campo gradualmente nelle prossime settimane». Continuare a portare la vaccinazione nelle vicinanze dei cittadini è fondamentale anche secondo Casinghini. «Abbiamo visto che andare in prossimità funziona e paga, perché la gente percepisce la vicinanza delle istituzioni e questo serve anche a convincere gli indecisi. Magari non riesce a smuovere i no vax più accaniti, ma è un’arma molto utile specie per raggiungere le realtà più interne della nostra Regione. Parlo soprattutto dei piccoli centri con una geografia più complessa. Credo sia un’iniziativa estremamente proficua. E noi saremo pronti anche a rispondere a queste esigenze per fronteggiare il Covid».