Abruzzo, il centrosinistra esulta: ottiene tre sindaci al ballottaggio

Successi a Vasto, Sulmona e Francavilla, Lanciano va al centrodestra, Roseto al civico Nugnes
L’Abruzzo sorride al centrosinistra, che conquista tre delle cinque città al ballottaggio (Vasto, Sulmona e Francavilla al Mare), e lascia l’amaro in bocca al centrodestra, che si prende Lanciano, ma perde su tutti gli altri fronti. Anomalo e in qualche modo dirompente il risultato di Roseto, dove si afferma nettamente il candidato Mario Nugnes del movimento Azione che fa capo a Carlo Calenda. Particolarmente significativo il risultato ottenuto a Sulmona, dove è stata costruita una coalizione larga da Italia Viva di Renzi fino al Movimento 5 Stelle che ha stravinto con Gianfranco Di Piero, complice anche l’inatteso e per molti incomprensibile, disimpegno di Andrea Gerosolimo. Vasto conferma Francesco Menna, mentre Francavilla premia una donna, Luisa Russo, che riscuote l’eredità del sindaco uscente Antonio Luciani. Infine Lanciano, che si mette nella mani di Filippo Paolini e regala al centrodestra l’unica delle cinque città al ballottaggio. Un elemento negativo di questa tornata elettorale, poi, è stato l’astensionismo.
Alle urne è andato il 51,59 per cento degli elettori, mentre al primo turno la percentuale era stata del 63,33%. Hanno votato di più a Lanciano (55,94%), poi a Sulmona il 51,05%, quindi Vasto con il 50,95% e Roseto (50,33%), chiude Francavilla con il 48,11%. Gli aventi diritto al voto erano 137.993, al seggio si sono recati in 71.190. In Italia, si è registrato l’astensionismo più alto di sempre: 43,94%.
VASTO
È stato riconfermato sindaco Francesco Menna. Per il centrosinistra vastese è il quarto mandato amministrativo consecutivo dopo i due dello scomparso primo cittadino Luciano Lapenna. Il sindaco ha vinto il ballottaggio con 11.651 voti pari al 62,17% contro lo sfidante Guido Giangiacomo (centrodestra) che con 7.091 preferenze si è attestato al 37,83%. «È un risultato eccezionale», ha commentato Menna, «abbiamo riempito di gioia il verbo vincere e riempiremo di gioia anche il verbo lavorare, sorridere e dare grande entusiasmo al popolo vastese». La riconferma di Menna fino al 2026 segna l’inizio del quarto mandato amministrativo del centrosinistra. Una sorta di “ventennio rosso” per una città amministrata per tanti anni dal centrodestra, dapprima con Giuseppe Tagliente e poi con Filippo Pietrocola. La coalizione, che in questa competizione elettorale ha incluso anche esponenti del centrodestra, come Alessandro D’Elisa e Andrea Bischia, ed ex rappresentanti della lista civica Il Nuovo Faro come Felicia Fioravante, è alla guida della città dal 2006. Il primo sindaco di centrosinistra fu Luciano Lapenna, scomparso nelle scorse settimane, che, rieletto nel 2011, amministrò Vasto fino al 2016.
LANCIANO
Ha vinto Filippo Paolini. Sfumata la vittoria al primo turno per un pugno di voti, appena 35, il 65enne avvocato candidato del centrodestra è riuscito a strappare la vittoria al ballottaggio a Leo Marongiu, candidato del centrosinistra che aveva anche l’appoggio dei 5 Stelle. Con 9.252 preferenze pari al 51.22% Paolini torna ad indossare la fascia tricolore dopo 10 anni di governo del centrosinistra sotto la guida di Mario Pupillo, che ora deve lasciare anche la presidenza della Provincia di Chieti. Per Paolini si tratta di un ritorno a Palazzo di città perché è stato già sindaco dal 2001 al 2011.
SULMONA
Gianfranco Di Piero, 59 anni, dirigente dell'Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, è il nuovo sindaco di Sulmona, eletto nel centrosinistra anche grazie a un patto Pd-Movimento 5 Stelle. Subentra ad Annamaria Casini che per cinque anni ha guidato l'amministrazione comunale nella città di Ovidio (non si è ricandidata). Al ballottaggio, Di Piero ha sconfitto Andrea Gerosolimo, ex assessore regionale nella giunta D'Alfonso, a capo di un ampio schieramento civico. Dopo il risultato del primo turno elettorale, a sorpresa, Gerosolimo aveva annunciato la sua rinuncia alla campagna elettorale, dichiarandosi sconfitto. In questo secondo turno Di Piero ha sfiorato il 70% di preferenze (7.518 voti pari al 69.30%), mentre l'avversario Gerosolimo ha ottenuto il 30,70% (3.331 voti). «Sarò il sindaco di tutti i cittadini» le prime parole di Gianfranco Di Piero in un improvvisato comizio nel cortile di Palazzo San Francesco.
FRANCAVILLA AL MARE
Luisa Russo è la nuova sindaca di Francavilla, prima donna nella storia della città. La candidata della coalizione di centrosinistra ha battuto l'avversario di centrodestra Roberto Angelucci, riportando il 63,97 percento al ballottaggio grazie a 7.020 voti, contro i 3.675 di Angelucci che gli sono valsi il 33,32 percento. La Russo aveva sfiorato il successo già al primo turno, chiuso con quasi 19 punti percentuali di vantaggio. «Dedico la vittoria a mio padre», ha detto a caldo la neo sindaca, rivolgendosi a papà Marcello, presidente del consiglio regionale dal '75 al '77 e scomparso lo scorso gennaio. Russo ha vinto la sfida con Angelucci in tutte e 22 le sezioni cittadine, riuscendo a riscuotere consenso ovunque. Un risultato apparso chiaro già poco dopo l'inizio dello spoglio, tanto che alle 16 Angelucci l'ha chiamata per congratularsi, prima di attenderla davanti al Palazzo di città per abbracciarla sotto gli applausi scroscianti dei presenti.
ROSETO DEGLI ABRUZZI
Il 43enne insegnante Mario Nugnes è il nuovo sindaco. Nugnes, alla guida di una coalizione civica sostenuta da sei liste, solo una delle quali di partito (Azione), si è imposto con un ampio vantaggio (56,03%) sullo sfidante di centrodestra William Di Marco, sostenuto da tre liste di partito (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) e una civica, che si è fermato al 43,97%.
Il distacco tra i due è stato di oltre 1.300 voti, di poco superiore a quello del primo turno: Nugnes ne ha presi 6.233, Di Marco 4.892. Nugnes succede a Sabatino Di Girolamo del Pd, che è stato tra i tre candidati sindaci sconfitti al primo turno insieme a Tommaso Ginoble e a Rosaria Ciancaione. Dopo il primo turno a sostegno di Nugnes si era espresso anche il Pd, ma Nugnes tiene a rimarcare che con i Dem non vi è stato alcun accordo.
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