Abruzzo, in 400 a Lisbona: così preghiamo con il Papa

3 Agosto 2023

In viaggio su 8 pullman da tutte le diocesi e con due vescovi per il raduno in Portogallo

L’AQUILA. Un viaggio di tredici giorni all'insegna della fratellanza per conoscere coetanei provenienti da tutto il mondo e incontrare papa Francesco. Sono quattrocento i giovani di Abruzzo e Molise partiti venerdì scorso per la Giornata mondiale della gioventù di Lisbona. Otto pullman che hanno attraversato l'Italia fino a giungere in Francia e poi in Portogallo per l'atteso evento.
LA DELEGAZIONEHanno un'età compresa tra i 15 e i 33 anni e provengono da tutte le diocesi abruzzesi e molisane. La Ceam - Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana - li ha messi insieme per fargli vivere questa esperienza unica. La delegazione più numerosa è quella di Chieti con 117 persone, seguono poi quella di Pescara con 85, L'Aquila con 66, Teramo con 42, Avezzano con 31 e Sulmona con 19. Le delegazioni molisane - Isernia, Campobasso e Trivento - contano in totale 49 persone. Tra loro ci sono ragazzi - 106 sono minorenni - sacerdoti responsabili di Pastorale giovanile, e poi i vescovi della diocesi di Avezzano, monsignor Giovanni Massaro, e di Sulmona, monsignor Michele Fusco, delegato giovani per l'Abruzzo e Molise. Poi c'è una nutrita delegazione del Cammino neocatecumenale che ha deciso di intraprendere questo viaggio verso Lisbona con altri gruppi provenienti da tutta Italia. «Sono rimasto impressionato in questi primi giorni», ha evidenziato monsignor Massaro, «nel vedere, non solo una marea di giovani, ma anche tanti educatori, sacerdoti, laici che si sono messi in ascolto dei ragazzi accompagnandoli a vivere questa importante esperienza, che vuole essere soprattutto un’esperienza di fede. Più volte infatti papa Francesco ha sottolineato che la Gmg non deve essere un fuoco d’artificio, un momento di euforia fine a se stesso, ma un momento di incontro e di comunione con il Signore. La Gmg vuole essere nel contempo un’esperienza di Chiesa e di comunione ecclesiale».
LE TAPPEGli otto bus sono partiti venerdì dalle varie diocesi abruzzesi e molisane. La prima tappa è stata Lourdes dove i giovani si sono fermati due giorni prendendo parte, tra le altre cose, alla messa di comunità e alla suggestiva processione aux flambeaux. Da lì poi lunedì i ragazzi sono ripartiti arrivando solo la sera a Cadaval, comune portoghese di 13.943 abitanti nel distretto di Lisbona, dove vengono ospitati dalla parrocchia - che ha messo a loro disposizione una grande palestra per dormire - e dalle famiglie. Come migliaia e migliaia di ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo, si sono spostati poi nella capitale del Portogallo per le varie attività. «Appena dopo colazione, siamo partiti alla volta di Lisbona», ha commentato il vescovo Fusco, «dove abbiamo trascorso una giornata da turisti, visitando alcuni luoghi più suggestivi della città dove tanta era l'aria di festa: canti in ogni lingua del mondo, strette di mano e sorrisi. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Campo de Graca dove c'è stata la messa di apertura presieduta dal cardinale Manuel José Macàrio, patriarca di Lisbona. È iniziata davvero la Gmg, ma siamo solo all'inizio».
LE TESTIMONIANZEC'è lo studente del liceo che da tempo aspettava questo momento, il 30enne che partecipa con la fidanzata, e poi ci sono ragazzi alla prima esperienza che hanno deciso di lasciare a casa la timidezza e di puntare sulla fraternità e l'amicizia. Le testimonianze e le fotografie dei giovani sono centinaia. Ognuno racconta a modo suo le emozioni che sta vivendo, alcuni scrivono un diario, altri scattano foto e girano video da far vedere poi in parrocchia al rientro. Per Francesco Binetti, 28 anni, della Pastorale universitaria di Pescara, questa Gmg «è bella perché mi dà la possibilità oltre che di viaggiare, e di vedere posti nuovi, di pregare e di vivere esperienze di fede molto significative insieme ai miei amici della Pastorale e a tante persone nuove. Questo viaggio mi arricchirà». Per Crystal Bianco, 28 anni, di Guardiagrele, quella di Lisbona è la prima esperienza alla Giornata mondiale della gioventù: «Sono contenta», ha raccontato, «di condividere queste giornate con molti ragazzi provenienti da tutto il mondo che come me vivono la fede nella semplicità che Cristo ci ha chiamato a essere suoi. Mi piacerebbe che questa gioia restasse scolpita nella mia vita per poterla condividere con quanti, ogni giorno, incontro nella mia quotidianità». Valerio Montaldi ha 15 anni ed è uno studente del classico Torlonia di Avezzano. È rimasto colpito dallo spirito della Gmg. «Mi sono leggermente commosso», ha riferito, «nel sentire la vicinanza di fratelli italiani, senza nemmeno sapere i loro nomi, o da dove venissero. Noi cantavamo per le strade, e loro si univano, e ci abbracciavamo, e ci conoscevamo. Anche questa è una parte fondamentale della Gmg».
©RIPRODUZIONE RISERVATA