Abruzzo, in dieci anni perso un dipendente su 3 negli uffici pubblici

10 Ottobre 2023

I lavoratori sono scesi da 9.370 a 6.440 (-31%), in Italia siamo al -24,6% Il ricambio generazionale è stato frenato dal blocco delle assunzioni

Nell'ultimo decennio, tra il 2010 e il 2020, l'Abruzzo ha perso un terzo dei dipendenti pubblici. I lavoratori della pubblica amministrazione sono passati da 9.370 a 6.440 (-31%), con un calo più evidente rispetto alla media italiana ferma al 24,6%. A frenare il ricambio generazionale, il blocco delle assunzioni, che ha fatto salire anche l'età media del personale: il 67% dei dipendenti degli enti locali abruzzesi ha, infatti, più di 50 anni. Non solo. Due terzi dei comuni abruzzesi non ha in organico under 35. È la fotografia scattata da Abruzzo Openpolis, che ha condotto una mappatura del personale negli enti locali, un comparto cruciale anche in vista della messa a terra dei progetti del Pnrr.
QUI ITALIA
Il numero di dipendenti pubblici, in Italia, ha toccato quota 3.266.180 unità a fine 2020, con una flessione che supera il 24,6% lavoratori. Nelle pubbliche amministrazioni italiane, nel 2020, l’età media dei dipendenti stabili è stata di 50,7 anni, con una differenza tra uomini (49,9 anni) e donne (51,4). Nel 2001 l’età media era di 44,2 anni, mentre quella in ingresso, nel settore pubblico, è passata da 29,3 anni nel 2001 a 34,3 anni nel 2020. Il numero di impiegati pubblici con meno di trent’anni è del 4,8%, ma tale percentuale si riduce al 3,6% se si considera solo il personale stabile. Questo significa che, nei ministeri, negli enti locali e nelle scuole, vengono assunti solo due giovani con meno di trent’anni ogni cento impiegati. Il confronto con il numero di dipendenti stabili che hanno più di 60 anni evidenzia una situazione impietosa: nei ministeri, lo 0,7% del personale ha meno di trent’anni, mentre il 29,3% ha più di 60 anni. Nelle amministrazioni locali, la percentuale di giovani è dell’1,8%, mentre il 20,8% del personale è costituito da ultracinquantenni. Nella scuola, la percentuale di giovani impiegati è addirittura dello 0,3%, a fronte del 22,8% di dipendenti sopra i 60 anni. Su 100 contratti a tempo indeterminato, in Italia ce ne sono 15 che sono di tipo flessibile.
QUI ABRUZZO
Secondo i dati raccolti da Openpolis, «in un momento in cui il funzionamento della Pa è centrale anche nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)», l'Abruzzo ha perso un terzo dei dipendenti pubblici dei comuni negli ultimi dieci anni, passando da 9.370 a 6.440 unità di personale (-31%). «Si tratta di un dato più evidente rispetto alla tendenza nazionale. In Italia, infatti, nello stesso periodo il personale perso dagli enti locali è di circa 118mila unità, con un calo del 24,6%», rileva lo studio, che mette in evidenza come «questo calo è stato causato anche dal blocco delle assunzioni, che per oltre un decennio ha impedito un ricambio generazionale all'interno della Pubblica amministrazione». In altre parole, ci sono sempre meno lavoratori e, mediamente, sempre più anziani. Il 67% dei dipendenti degli enti locali abruzzesi ha oltre 50 anni (4.310 persone), mentre gli under 40 sono circa il 10% del totale. In particolare sono solo 558 i lavoratori e le lavoratrici nella fascia 30-39 anni, e appena 57 (l'1%) gli under 30. Inoltre, si assiste a una prevalenza degli uomini (3.620, pari al 56%) sulle donne. E se in Italia il 57% del personale delle amministrazioni comunali è composto da donne, in Abruzzo questa percentuale viene raggiunta o superata da appena 58 comuni, circa un quinto del totale. Di questi, in 14 sono assunte solo donne: 7 si trovano nella provincia dell'Aquila, 5 a Chieti e 2 a Pescara.
POCHI GIOVANI
Per quanto riguarda l'età, invece, due terzi dei comuni abruzzesi (205) non hanno all'interno del proprio organico personale under 35. In sole 7 amministrazioni, tutte in provincia dell'Aquila e di Chieti, la quota di giovani è oltre il 50%. In due di questi, Villalfonsina (Chieti) e Collepietro (L'Aquila), l'intero personale è composto da giovani donne.