Abruzzo in fase di recupero «Entro fine anno supererà i livelli di prima del Covid»

21 Novembre 2023

La crescità è pari al 5,2 per cento rispetto a una percentuale nazionale del 3,9% La presentazione della ricerca ieri all’Aquila. Era presente il presidente Masi

L'AQUILA . L'Abruzzo supererà, entro la fine del 2023, i livelli di valore aggiunto del periodo pre-pandemico, ma deve ancora completare il recupero della perdita causata dalla crisi finanziaria del 2008. Su un orizzonte quasi trentennale, il ritardo di sviluppo accumulato dall’Abruzzo è, invece, appena inferiore ai 9 punti percentuali rispetto alla media dell’Italia. Più nel dettaglio, tra il 1995 e il 2021 l’economia italiana ha registrato una crescita del 15,2% mentre quella dell’Abruzzo si è fermata al 6,2%, un dato nettamente inferiore. Sono alcune delle evidenze della ricerca del Centro studi della Banca del Fucino, "Abruzzo, le vie dello sviluppo", presentata all'Aquila dal presidente della Banca, Mauro Masi, e dall'amministratore delegato, Francesco Maiolini. Presenti, tra gli altri, l’onorevole Alberto Bagnai, presidente della commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti di previdenza e assistenza, il sottosegretario Fausta Bergamotto, Gianni Letta, il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana (Abi).
L'ABRUZZO DEGLI ULTIMI ANNI
L'andamento economico non è stato lineare. Tra il 2005 e il 2012 la regione ha visto alcuni anni di crescita superiore alla media nazionale, segnando un +4% a fronte del +2,2% a livello nazionale. Dopo il 2021, nell’ultimo biennio, secondo le stime del rapporto, l’Abruzzo ha recuperato parte del terreno perso, con una crescita cumulata del valore aggiunto pari al 5,2%, a fronte del 3,9% nazionale. A fine 2023 i valori saranno, quindi, in crescita rispetto ai livelli pre-pandemici (+3% circa), mentre la regione dovrebbe continuare a segnare una perdita dell’1,6% rispetto al dato del 2007, precedente la crisi finanziaria internazionale. La ricerca, suddivisa in cinque parti, dopo un’analisi sull’andamento dell’economia della regione dal 1995 ad oggi, si è concentrata sui settori produttivi, le esportazioni, i sistemi locali del lavoro, le dinamiche del settore creditizio, per concludere con un focus sulle possibili direzioni di sviluppo. Le elaborazioni condotte dal centro studi di Banca del Fucino evidenziano «una buona forza relativa del settore manifatturiero abruzzese, con aree di eccellenza produttiva e in crescita anche in settori di frontiera inseriti in filiere mondiali, farmaceutico, aerospazio, fibre di carbone e semiconduttori, nonché una forte potenzialità di turismo e agribusiness». Per contro, «appare insufficiente l’apporto al valore aggiunto del settore dei servizi nel suo complesso, e al suo interno quello del comparto finanziario. Anche la dinamica di crescita dei sistemi urbani appare più lenta di quella nazionale, e permane il vincolo allo sviluppo rappresentato dalle storiche carenze infrastrutturali nei collegamenti, in particolare ferroviari, lungo la direttrice est-ovest».
DIRETTRICI DI SVILUPPO
Le cinque principali direttrici di sviluppo individuate riguardano: il rafforzamento del contributo alla crescita dei sistemi urbani, l’accelerazione della positiva dinamica del turismo, che dal 2015 ha visto una crescita superiore alla media italiana (+20% contro un +16,6%), la valorizzazione e il potenziamento del manifatturiero, anche attraverso un raccordo più stretto con il mondo della ricerca abruzzese, il rafforzamento delle infrastrutture di trasporto e infine il mantenimento di un adeguato presidio bancario sul territorio. «La Banca del Fucino quest’anno ha compiuto 100 anni e noi abbiamo voluto festeggiare questa importante ricorrenza dedicando particolare attenzione alla Regione Abruzzo», ha detto Masi, «in questa regione la banca, dal 2020 al 2022, ha visto tassi di crescita degli impieghi di tutto rispetto: +94% tra fine 2020 e fine 2021, e ancora un altro + 41% tra fine 2021 e 2022. Si tratta di tassi superiori alla media di sistema, che confermano il nostro forte impegno nella regione».