Abruzzo, materiali edili: le misure contro i rincari

22 Aprile 2022

L’associazione costruttori: «Aumentano i prezzi di calcestruzzo, bitume, legno Ormai le imprese appaltatrici di lavori pubblici non firmano più i contratti»

Adeguamento dei prezzi per le gare in corso, nuove gare bandite sulla base dei prezzi di mercato e riduzione dei rischi a carico delle imprese: queste le tre linee d'azione del nuovo decreto per la compensazione dell’aumento dei prezzi dei materiali, che il Governo varerà entro aprile. Per il presidente dell'Ance Abruzzo, Pietro Antonio D'Intino, «si tratta di una misura necessaria anche per evitare il blocco delle opere pubbliche».
NUOVO DECRETO
Assorbirà l’aumento dei prezzi delle materie prime. L’adeguamento dei prezzi riguarderà sia le gare in corso sia quelle future. In base al nuovo meccanismo di adeguamento, per i contratti del 2022 e 2023, il rischio a carico delle imprese diminuirà dal 10% al 5% e la quota eccedente sarà per l’80% a carico delle stazioni appaltanti e per il 20% a carico delle aziende. Inoltre, per evitare che le gare vadano deserte, le nuove procedure saranno bandite sulla base dei prezzi di mercato.
CARO MATERIALI
Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile (Mims) ha messo a punto il decreto con la rilevazione della variazione dei prezzi registrata nel secondo semestre 2021. Gli aumenti sono di gran lunga superiori a quelli rilevati per il primo semestre. Per consentire la compensazione dei prezzi è stato, inoltre, istituito un Fondo specifico ed è stato abbassato da 60 a 45 giorni, a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sulla rilevazione degli aumenti dei prezzi dei materiali, il termine entro il quale le stazioni appaltanti devono inviare la richiesta di accesso al fondo. In buona sostanza, con il nuovo decreto arriveranno altre risorse e meccanismi di compensazione che dovrebbero evitare il blocco dei lavori. Un primo intervento, in tal senso, si era già avuto con l'introduzione, nel decreto Sostegni ter del meccanismo di compensazione che prevede, in caso di aumento o diminuzione superiore al 5% rispetto al prezzo rilevato nell’anno di presentazione dell’offerta, una compensazione, in aumento o in diminuzione, per la percentuale eccedente il 5% e, comunque, in misura pari all’80% di tale eccedenza.
COME OTTENERLA
Per ottenere le compensazioni, l’appaltatore dovrà presentare alla stazione appaltante apposita richiesta riferita esclusivamente ai lavori eseguiti nel rispetto del cronoprogramma. Il direttore dei lavori della stazione appaltante verificherà gli effettivi rincari subiti dall’esecutore, le dichiarazioni di fornitori o subcontraenti e il rispetto del cronoprogramma. Se gli aumenti sono minori rispetto a quelli rilevati dal Mims, la compensazione sarà limitata alla variazione per la sola parte eccedente il 5% e in misura pari all’80% di tale eccedenza. Se sono maggiori, la compensazione sarà al massimo quella indicata nel decreto del Mims, ma per la sola parte eccedente il 5% e in misura pari all’80% di tale eccedenza.
QUI ABRUZZO
«Stiamo lavorando alacremente al nuovo decreto», spiega il presidente D'Intino, «confidiamo che il Governo possa tirar fuori un adeguamento dei prezzi soprattutto per le opere pubbliche già appaltate, che devono partire, e che si trovano in un limbo: sono state appaltate, infatti, con il vecchio prezziario, ma l'enorme aumento dei costi intervenuto ha reso gli interventi non più remunerativi, tanto che le imprese non stanno firmando i contratti. La Regione Abruzzo, il 30 marzo scorso, ha approvato un'appendice al prezziario regionale che consente al professionista di turno, di sua iniziativa, di aumentare fino al 30% il costo dell'opera che prevede l'utilizzo di materiali che hanno subìto rincari importanti». Il presidente dell'Ance Abruzzo porta anche qualche esempio: dai tondini in ferro da calcestruzzo al bitume, dal legno per gli infissi all'alluminio. Senza contare i costi dell'energia, schizzati alle stelle. «In molti», sottolinea D'Intino, «additano il «suerbonus 110% come una delle cause che hanno scatenato tale situazione. Nulla di più falso, in quanto i rincari dei prezzi dei materiali vengono da molto più lontano e sono partiti almeno sei mesi prima dell'introduzione del superbonus. Inoltre, i rincari rappresentano una problematica europea e internazionale, non circoscritta al nostro Paese e hanno una matrice direttamente connessa alla fase pandemica».
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