Abruzzo mobilitato, task force in azione

25 Febbraio 2020

Oggi all’Aquila summit di Regione, Provincia, sindaci e Asl. Atenei e uffici chiusi in alcuni Comuni. Ecco le regole da seguire

PESCARA. Una vera e propria task force con dentro tutti, Regione, Province, sindaci e Asl. Un fronte compatto per contrastare l’emergenza coronavirus. Per il momento la situazione è sotto controllo, ma non si vuole lasciare nulla di intentato. Mentre si susseguono incontri in Regione con i vari addetti ai lavori, l’Anci Abruzzo, per bocca del suo presidente Gianguido D’Alberto, ha chiesto e ottenuto un summit dei comitati ristretti dei sindaci delle quattro Asl. Appuntamento oggi alle 18 a palazzo Silone, sede della Regione, all’Aquila. La giornata di ieri è stata convulsa e produttiva. Andiamo per ordine.
INCONTRI IN REGIONE. Come già avvenuto nel corso del fine settimana, altre riunioni si sono svolte ieri: una relativa all'approvvigionamento dei dispositivi sanitari; una con i medici di famiglia, per fornire loro indicazioni circa le prassi da seguire; una sui protocolli, per mettere a punto quanto previsto dal decreto del Governo di sabato. Gli incontri, coordinati dall'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, hanno visto la partecipazione dei dirigenti dei diversi settori della Regione coinvolti e i referenti delle quattro Asl abruzzesi.
I SINDACI. Come detto il presidente dell'Anci Abruzzo, D'Alberto, ha sollecitato la convocazione di tutti i Comitati ristretti dei sindaci delle quattro Asl «al fine di poter svolgere un ruolo comune di raccordo». «Al momento», precisa «in Abruzzo non c'è alcuna evidenza di circolazione locale del Covid 19, ma per far fronte a eventuali emergenze che potessero verificarsi nei prossimi giorni, credo sia utile che vengano attivati ed informati in maniera diretta per renderli partecipi dei protocolli operativi in essere nel rispetto di quanto previsto dal nuovo Decreto. Questa misura la chiediamo per poter affrontare con i colleghi sindaci il tema della gestione dell'emergenza in raccordo con la Asl, la Regione e tutto il personale medico e sanitario, in maniera da dare informazioni univoche e coordinate. Questo permetterebbe che i sindaci siano coinvolti in modo permanente in tutte la fasi di coordinamento e di gestione dell'emergenza. I sindaci, oltre a ricoprire per legge il ruolo di prima autorità sanitaria del territorio e della comunità di riferimento, costituiscono il fondamentale cuscinetto istituzionale tra i cittadini e tutti i livelli istituzionali».
LA CONVOCAZIONE. Detto fatto. Oggi alle 18, all’Aquila, è stato fissato un vertice. «Ringrazio per la attenzione alla nostra richiesta il Presidente Marco Marsilio e l'Assessore Nicoletta Verì che tempestivamente ci hanno convocato», osserva D’Alberto.
I MEDICI DI FAMIGLIA. I sindacati abruzzesi dei medici di famiglia e dei pediatri hanno chiesto ufficialmente al Dipartimento regionale della Salute di avere a disposizione i dispositivi di prevenzione, in particolare mascherine, camici, occhiali e guanti, per garantire il servizio delle visite nel periodo di emergenza coronavirus. Per ora ci non sarebbe ancora un contenzioso, ma i toni delle comunicazioni sono decisi. Stessa istanza, ma in tal senso non ci sarebbero rivendicazioni scritte, sarebbe stata presentata da molti medici ospedalieri e di strutture pubbliche. Medici di famiglia e pediatri sono indicati dalle linee guida del Ministero e dell'Istituto Superiore di Sanità come pedine importanti per evitare che i pronto soccorso vengano presi d'assalto. Infatti, sono i medici di famiglia a dover intervenire per una prima valutazione delle condizioni del paziente.
LA GAFFE DI LIRIS. L'assessore regionale al Personale, Guido Quintino Liris, prima invita tutti i Direttori di Dipartimento responsabili dei Servizi che prestano attività di front office «a richiedere all'utenza esterna che accede all'interno degli uffici pubblici, l'uso della mascherina di protezione al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei dipendenti della Giunta regionale e ridurre il rischio di diffusione del virus. Poi fa frettolosamente marcia indietro e spiega che «a seguito di confronti svolti in queste ore con le autorità competenti ministeriali e di Protezione civile nazionale, si è reso opportuno annullare la disposizione, precedentemente annunciata, circa l'uso delle mascherine per l'utenza che accede all'interno degli uffici della Regione Abruzzo».
UNIVERSITÀ DI CHIETI. Prosegue il provvedimento di sospensione delle lezioni frontali e dei seminari fino a venerdì 28 febbraio 2020. Lo comunica l'Università d'Annunzio di Chieti-Pescara sul sito web dell'ateneo, aggiungendo che «tutte le attività sospese saranno recuperate in base a tempi e a modalità rese note appena possibile» e che «sono garantite le sessioni di esami di profitto, esami di stato e le sedute di tesi di laurea e dottorato». Istituito, inoltre, un comitato, presieduto dal rettore, deputato a «monitorare costantemente l'evoluzione dell'emergenza in atto». «Circa le sedute di tesi di laurea e dottorato», aggiungono, «le stesse verranno svolte in assenza di pubblico esterno. Pertanto, parenti e amici dei laureandi, che dovranno sostare all'esterno degli edifici, per motivi prudenziali sono pregati di evitare inutili assembramenti». Il rettore ha già disposto «la sanificazione di tutti gli ambienti interessati e la chiusura delle aule che presentano criticità in tale senso». Chiuse, inoltre, le biblioteche delle sedi di Chieti e Pescara fino a venerdì 28 febbraio. La giornata Open Day prevista sempre per venerdì è «rimandata a data da destinarsi».
UFFICI CHIUSI ALL’AQUILA. Da oggi, e per i prossimi dieci giorni, sarà sospeso il ricevimento del pubblico in gran parte degli uffici del Comune dell’Aquila. Lo ha deciso l’amministrazione comunale «come misura esclusivamente precauzionale a seguito della diffusione del coronavirus Covid-19 in alcune zone d’Italia». La decisione dopo una riunione presieduta dal sindaco Pierluigi Biondi.
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