Abruzzo, oggi si torna in classe: la carica dei 169.447 studenti

24 Settembre 2020

Mascherine, distanziamento e misurazione della temperatura: tutte le regole da seguire

Prima campanella dopo il lockdown e mesi di didattica a distanza. I 169.447 studenti abruzzesi torneranno sui banchi nel rispetto delle norme anti-Covid: non solo più zaino in spalla, ma mascherina sul volto, distanziamento e misurazione della temperatura. Rimettere in moto la macchina organizzativa ha richiesto un notevole sforzo per l'Ufficio scolastico regionale e i dirigenti, che hanno dovuto incastrare al meglio il puzzle: dall'orario scolastico ai trasporti, dalla didattica a distanza al posizionamento dei banchi, fino al reperimento di nuovo personale. Sono 1.722 i docenti in più, in servizio nelle scuole abruzzesi, reperiti proprio per far fronte all'emergenza sanitaria. Ma non mancano i problemi: il 7% degli istituti ricorrerà ai doppi turni, per mancanza di spazi adeguati; il 50% delle scuole superiori adotterà la didattica a distanza. E mentre 109 docenti sono già risultati positivi ai test sierologici, in attesa di tampone, all'Aquila slitta la riapertura della scuola materna "Casetta Fantasia": due dipendenti sono risultati positivi al coronavirus.
SI TORNA IN CLASSE. È già questo un primo traguardo: il rientro, in presenza, per seguire le lezioni nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Diversa la situazione negli istituti superiori dove metà dei dirigenti scolastici ha scelto di avvalersi delle lezioni on line, in alternanza alla presenza in classe. Ma vediamo tutti i numeri forniti dall'Ufficio scolastico regionale (Usr). Dei 169.447 studenti iscritti all'anno scolastico 2020-2021, 49.922 frequenteranno le scuole della provincia di Chieti, 44.596 quelle di Pescara, 39.081 Teramo e 35.848 gli istituti aquilani. Rispetto allo scorso anno, quando i ragazzi erano 171.457, si è registrato un decremento con 2.010 iscrizioni «ma il numero dei posti in organico è rimasto invariato», spiega l'Usr, «con un incremento dei posti in deroga sul sostegno e l’introduzione dell’organico Covid». La media di alunni per classe è di 19,72 unità.
PIÙ INSEGNANTI. Nelle scuole abruzzesi opereranno 22.576 docenti. I posti comuni in organico sono 14.637: 4.257 in provincia di Chieti, 3.628 a Pescara, 3.387 a Teramo e 3.365 all'Aquila. I posti di potenziamento risultano 1.244, a cui si sommano il sostegno (2.630) e i posti in deroga, 2.271, assegnati all'Usr per un totale di 4.935 insegnanti, che vanno ad aggiungersi all'organico di base. Un capitolo a parte merita il personale cosiddetto "Covid": il totale delle risorse assegnate dal Governo all'Abruzzo è pari a 34 milioni 387mila 700 euro, che si traducono in 1.722 posti aggiuntivi, con una copertura pari all’80% circa delle richieste avanzate dai dirigenti scolastici. Nell'assegnazione di collaboratori scolastici e docenti è stata data priorità alle scuola dell’infanzia e alla primaria, con una copertura pressoché totale; in maniera residuali l'organico assunto per l'emergenza sanitaria è stato assegnato anche alla scuola secondaria di primo e secondo grado. Il totale dei 22.576 dicenti scaturisce dalla somma dei posti comuni, dei posti di sostegno e dell'organico Covid. Il personale Ata ammonta a 5.046 unità.
DIDATTICA MISTA. Non sarà possibile, in Abruzzo, seguire tutte le lezioni in presenza. Questione di logistica e di mancanza di spazi, soprattutto nelle province colpite dal sisma del 2009 e del Centro Italia, dove si fa scuola nei Musp e le aule scarseggiano. Da un recente monitoraggio, effettuato dall'Usr, si evince che il 7% delle scuole ricorrerà ai doppi turni. In relazione alla didattica digitale integrata, un'opzione possibile solo negli istituti superiori, il 50% circa dei dirigenti scolastici ha scelto di avviare l’anno con una formula mista: in parte in presenza, in parte con la didattica a distanza. Inoltre, in molte scuole di secondo grado non si entrerà regolarmente alle 8.10, ma l'ingresso per alcune classi (in particolare, terzo, quarto e quinto superiore) slitterà alle 9.30. Non vi è certezza sul lasso di tempo in cui lo scaglionamento degli ingressi e le lezioni telematiche proseguiranno: molto dipenderà dai contagi e dall'andamento del virus.
LE REGOLE. Poche, chiare e ferree. Il primo passo, per genitori e studenti, ogni mattina a casa, sarà la misurazione della temperatura, che non dovrà superare i 37,5°. In caso contrario, l'alunno non potrà recarsi a scuola. Nella fase di ingresso negli istituti scolastici è necessario mantenere il distanziamento di un metro tra studenti e personale, per evitare assembramenti e diminuire le possibilità di contagio. In molte scuole sono stati predisposti ingressi e uscite separate e percorsi differenziati. Non ci sarà l'obbligo di indossare la mascherina per i bambini al di sotto dei 6 anni e per gli alunni con disabilità. Per la scuola dell’infanzia non si prevede il distanziamento in classe, ma bisognerà formare dei gruppi stabili: per la primaria e la secondaria scatterà il distanziamento sia negli spazi comuni che in classe. Durante gli spostamenti, anche all’interno dell’aula, studenti e docenti dovranno sempre indossare la mascherina, che non sarà obbligatoria quando i ragazzi resteranno seduti sui banchi. Ogni scuola avrà un suo referente Covid, a cui segnalare i casi sospetti, che farà da collegamento con il Dipartimento di prevenzione della Asl.
©RIPRODUZIONE RISERVATA