Abruzzo, qualità della vita Balzo in avanti dell’Aquila

15 Dicembre 2020

Reggono Pescara e Chieti (stabili), male Teramo che perde 20 posizioni

PESCARA. L’Aquila è la provincia abruzzese dove si vive meglio: almeno secondo l’indagine annuale del Sole24ore sulla qualità della vita, pubblicato ieri. Novanta i parametri considerati, suddivisi in sei aree tematiche. Una enorme mole di dati per decretare quale provincia, sulle 107 d’Italia, sia quella dove si vive meglio. A fare la differenza nella classifica del benessere, secondo il report, indicatori come ricchezza, criminalità, salute, ambiente, rapporti sociali. Quest’anno poi, enorme importanza ha assunto l’impatto del Covid-19, tra decessi, malattie, libertà ridotta, posti di lavoro persi e relazioni in stand-by. Un ciclone che ha messo grande pressione ai sistemi sanitari e alla quotidianità stessa delle persone. Proprio per misurare il diverso peso che l’emergenza sanitaria ha esercitato nelle varie zone, è stato inserito tra i parametri anche l’indice dei casi Covid.
Al Nord si vive ancora meglio rispetto al Sud, ma nell’anno della pandemia si nota qualche crepa nella supremazia. In cima alla classifica, superando le solite Bolzano e Trento, svetta Bologna, che guadagna ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno e fa da apripista alle altre province dell’Emilia Romagna (ben cinque tra le prime venti). E tra le prime dieci province fa capolino, a sorpresa, anche Cagliari, al 9° posto (+11). Chi perde, invece, è Milano, sul podio negli ultimi due anni, che scende al 12° posto, soprattutto per il crollo del Pil pro capite, ma anche per un nuovo parametro introdotto quest’anno, lo spazio abitativo medio (51 mq a famiglia). È proprio la Lombarda, il luogo più colpito dal virus, a soffrire maggiormente: Monza perde ben 55 posizioni, Brescia 27, Bergamo 24 e precipitano nella classifica. Penalizzate anche le zone più turistiche, come Venezia (-24 posizioni e finisce 33ª), Roma (32ª, -14), Firenze (27ª, -12).
In Abruzzo, eccezionale performance della provincia dell’Aquila, dove l’impatto negativo della pandemia sembra influire meno che altrove: con un salto di ben 20 posizioni, si attesta infatti al 41° posto, appena meglio di Pescara che conferma il 43° posto dello scorso anno.
Altissimo il piazzamento dell’Aquila per “Giustizia e sicurezza”, (5° su 107) e per “Cultura e tempo libero” (11°). Un risultato, commenta il sindaco Pierluigi Biondi, «che premia il lavoro svolto, con fatica e determinazione, in questi lunghi mesi, e la capacità delle istituzioni del territorio di fare rete e di creare coesione progettuale». In particolare evidenza, per il primo cittadino, l’importante piazzamento nel parametro della sicurezza, che «pone L’Aquila tra le prime cinque province con meno eventi criminali», «la capacità, da parte delle istituzioni, di continuare a promuovere la cultura», così come «l’ottima posizione nella classifica dedicata all’innovazione e al lavoro femminile».
La conferma del 43° posto di Pescara nella classifica viene accolto dal sindaco Carlo Masci come «uno stimolo per continuare a lavorare sulla strada della sostenibilità ambientale». «Questo è stato un anno particolare», dice il primo cittadino, che sottolinea «il grande balzo in avanti sui temi della sicurezza e del sociale». Quanto agli altri indicatori, Masci evidenzia lo sforzo dell’amministrazione nei progetti rivolti alla sostenibilità ambientale e all’abbattimento del gap digitale nei servizi della pubblica amministrazione. «Penso al lavoro che stiamo facendo per migliorare la qualità delle acque e al progetto di riuscire a ottenere la bandiera blu. Ma anche all’incremento della percentuale di raccolta differenziata e agli interventi nei settori della mobilità leggera e sostenibile, tra cui i 50 chilometri di piste ciclabili che contiamo di costruire a Pescara entro la fine del mandato amministrativo».
Più o meno a metà classifica la provincia di Chieti, 56° su 107. Il nuovo sindaco del capoluogo, Diego Ferrara, è pronto a fare di tutto per invertire la tendenza: «La vivibilità della città sarà uno degli assi prioritari dell’azione amministrativa», dice ricordando di essere stato eletto a ottobre. «La città ha la necessità di risollevarsi, faremo di tutto per dare a Chieti servizi moderni e diffusi, inclusione, uno sguardo attento alla tutela del territorio e a una visione condivisa con la cittadinanza sullo sviluppo, non solo ambientale, della città». Per Ferrara, c’è molto da fare: innanzitutto «la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile, l’innovazione sociale»
Non molto buona la performance di Teramo, che perde 20 posizioni e precipita al 76° posto nell'indagine. Per il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, le cause sarebbero state l'eccessiva competitività fra le varie aree della provincia e i pochi investimenti politico-istituzionali sul territorio, relegato da sempre a “Cenerentola d'Abruzzo”. «In questi anni non si è capito che la provincia cresce solo se cresce tutta insieme, rafforzando il ruolo della città capoluogo», commenta D'Alberto. «Una situazione che in un momento in cui scontiamo la doppia calamità del terremoto e della pandemia rischia di essere devastante».
Hanno collaborato:
Ylenia Gifuni, Arianna
Iannotti, Alessia Marconi