Abruzzo, somministrate oltre 100mila terze dosi

25 Novembre 2021

Parruti: per fronteggiare la quarta ondata è necessario il 93% di immunizzati

L’Abruzzo ha superato quota 100mila terze dosi. Del totale di richiami già fatti (103. 282), ben 31.364 dosi sono stati somministrati solo nell’arco degli ultimi sette giorni. Un trend molto confortante, che risulta in crescita del 38 per cento rispetto al totale registrato nella settimana precedente. La nota dolente riguarda invece le prime dosi: sono state solo 2.418 quelle fatte nell’arco dell’ultima settimana.
Ma guardando complessivamente alla campagna vaccinale, la copertura totale, ovvero la popolazione che ha già completato il ciclo con due dosi o con un siero monodose, si attesta ora all'83,2 per cento. È ancora totalmente scoperto, cioè senza neppure una dose, più del 14 per cento degli over 12, cioè oltre centomila persone.
CHIARITI I DUBBI
SULLA TERZA DOSE
Al momento, la terza dose può essere somministrata a tutte le persone sopra i 60 anni, e da pochi giorni anche agli over 40 che hanno fatto la seconda dose da 5 mesi, ma anche agli ospiti e operatori delle residenze sanitarie per anziani, al personale sanitario e agli immunodepressi. «Io l’ho fatta pochi giorni fa», spiega Giustino Parruti, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale e responsabile del Covid hospital di via Paolini a Pescara, «e avevo fatto la seconda il 28 gennaio. Non c’è un arco di tempo preciso entro cui va fatta la terza dose, perché il sistema immunitario ha caratteristiche soggettive. C’è chi conserva una buona memoria immunitaria anche dopo 1 anno (soprattutto i guariti dal Covid), ma in linea di massima con la terza dose si riduce la possibilità di contrarre l’infezione in forma lieve e per questo motivo è consigliabile rispettare l’intervallo indicato, cioè non fare la terza dose oltre i sei mesi».
LE ACCORTEZZE
IN VISTA DEL RICHIAMO
Nei prossimi mesi, la terza dose verrà somministrata anche alle altre fasce d’età, ma nel frattempo Parruti chiarisce «fare un test sierologico prima della terza dose, per monitorare lo stato dei propri anticorpi, può essere fuorviante. Perché anche chi ha una risposta immunitaria ancora ottima, a distanza di diversi mesi, può contrarre il virus anche se con pochi sintomi e in forma leggera. Con la terza dose, però, anche questo rischio viene minimizzato».
E per quanto riguarda gli effetti collaterali dopo aver fatto l’iniezione?
«Chi non ha avuto reazioni avverse gravi dalle prime due dosi», spiega Parruti, «non ha motivo di temere reazioni più gravi quando farà la terza. Nella stragrande maggioranza dei casi, la terza dose può indurre solo dolore al braccio, un po’ di febbre e stanchezza diffusa. Ma è davvero poca cosa rispetto alla protezione dal Covid che garantisce un ulteriore richiamo».
la campagna vaccinale
IN ABRUZZO
Al momento, per quanto riguarda le terze dosi, 41.630 somministrazioni hanno riguardato gli over 80, 19.754 la fascia compresa tra i 70 e i79 anni, 18.972 quella 60-69 anni, 10.296 la fascia 50-59 anni, 6.513 quella 40-49 anni, 3.978 quella 30-39 anni, 2.055 la fascia 20-29 anni e 84 somministrazioni la fascia 12-19 anni.
Per quanto riguarda invece la copertura vaccinale, il dato è all'89,8 per cento considerando la fascia di età 70-79 anni, che è anche quella più coperta fino a questo momento. Seguono quella 60-69 (88,5 per cento di vaccinati), quella 20-29 (86,3 per cento), la fascia 50-59 anni (84,1%), gli over 80 (83,3 per cento di immunizzati), la fascia 40-49 anni (80,4%), quella 30-39 anni (79%) e infine , come fanalino di coda, la fascia d’età compresa tra i 12 e i 19 anni: il 70 degli abruzzesi di questa categoria si è già vaccinato.
«Bisogna raggiungere la massima copertura possibile con la terza dose», spiega Parruti, «calcolando che possiamo permetterci circa il 7-8% di non vaccinati, (quasi 90mila abruzzesi), e tenere sotto controllo il virus, resterebbe circa il 93% da coprire con le tre dosi per avere margini di tranquillità. Con questi numeri, potremo ridurre la circolazione dell’infezione: dopo la terza dose, l’immunità diventa talmente forte che anche incontrando il virus svilupperemmo pochissimi sintomi e una carica virale bassissima». Alla terza dose va aggiunta la seconda arma cruciale: «Cioè la vaccinazione della fascia 5-12 anni», spiega Parruti, «in questo modo, i bambini smetteranno di essere vettori virali ed elimineremo anche la possibilità di sviluppo di nuove varianti».
I PROSSIMI PASSI
DOPO LA TERZA DOSE
La campagna di vaccinazione con la terza dose è ancora all’inizio, ma qualcuno già si chiede se, in un futuro neanche troppo lontano, sarà necessario fare anche un quarto richiamo: «Non lo possiamo escludere», spiega Parruti, «anche se presto avremo a disposizione vaccini efficaci contro diversi tipi di coronavirus e che, in sintesi, potrebbero fornirci un’immunità importante contro tutte le possibili nuove varianti». Parruti ha anche specificato che ricevere la terza dose di vaccino anti Covid insieme a quello antinfluenzale non presenta rischi. Entrambi possono essere fatti anche a distanza di pochi minuti.
SUPER GREEN PASS
E TAMPONI
Il nuovo decreto del governo, che a dicembre introdurrà il super Green pass, lascia poco spazio di manovra ai no vax: «Fino a quando non arriverà la vaccinazione dei bambini, e una buona copertura percentuale con la terza dose», conclude Parruti, «fare un tampone ogni 72 o 48 ore ci espone ad un alto rischio di contagio: il tampone in molti casi è poco affidabile. L’Italia, in questo momento, è in una situazione privilegiata, nella lotta al Covid, rispetto al resto d’ Europa. Ma, qualora dovesse aumentare la circolazione del virus, andrebbe considerata una riduzione delle ore di validità del Green pass, ottenuto tramite semplice tampone».
LA ZONA GIALLA
RESTA LONTANA Al momento, però, il sistema sanitario abruzzese sta reggendo l’aumento dei contagi, come conferma anche il presidente della Regione Marco Marsilio: «L’Abruzzo sta tenendo: tutte le proiezioni ci confermano che resteremo in zona bianca anche nelle prossime settimane. Io sono abbastanza sereno e ottimista, al momento la curva conferma questo dato e non ci sono incrementi nelle ospedalizzazioni. La mia richiesta di indennizzo per chi sviluppa effetti collaterali dopo il vaccino? Ho suggerito al governo di inserire il diritto all’indennizzo per trasmettere sicurezza alla popolazione. Volevo rivolgermi non a chi non si vaccina perché è complottista, ma solo agli indecisi».