Abruzzo tra mare e montagna: Ferragosto con il tutto esaurito

Cresce il numero di stranieri. Federalberghi: prenotazioni ok, ma le famiglie spendono meno
Stranieri, tanti. Brulicano un po’ ovunque. Lo si capisce dagli idiomi sotto gli ombrelloni, dalle richieste di informazioni agli uffici turistici sfoggiando un italiano scolastico. È l’Abruzzo di Ferragosto 2022 che si sta lasciando faticosamente alle spalle lo spauracchio del Covid – i dati danno il virus in calo da qui alle prossime settimane, in autunno si vedrà – e traccia un primo bilancio positivo delle affluenze al mare, nei Parchi e nei laghi di montagna. Turisti più numerosi, ma meno spendaccioni. È questa la fotografia delle ferie d’agosto nella regione verde d’Italia. E meno male che ci sono gli stranieri di cui sopra, che quanto a spese sono meno parsimoniosi. Tra luci e ombre emerge il ritratto dell’Italia della crisi economica, delle conseguenze del Covid, della guerra in Ucraina e delle bollette ai massimi di sempre.
ALBERGHI
«Sembra un film horror», ammette sconsolato Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Federalberghi, «con albergatori costretti a pagare bollette mensili che variano da un minimo di 10mila a un massimo di 60mila euro al mese. E questo ci spinge a fare valutazioni di carattere economico e finanziario che di certo determinerà per molti comparti produttivi del turismo scelte diverse e strategie alternative, in alcuni casi soluzioni inclementi: molte attività saranno costrette a chiudere. È un dato dell’Osservatorio di Federalberghi Italia. Le estati non si valutano dagli arrivi e dalle presenze, si valutano dai bilanci e siccome durante la guerra nessuno si è permesso di ritoccare in alto listini prezzi o quotazioni economiche, avremo bruttissime sorprese. Siamo in piena guerra economica. Per la ristorazione e i pubblici esercizi la situazione è penalizzante perché la capacità di spesa della famiglia italiana è limitata al budget della vacanza». I dati precisi sulle presenze si potranno avere a fine stagione, ma secondo le previsioni i flussi turistici in Abruzzo si aggirano sul 20 per cento in più rispetto al 2021. Giovannelli lancia un messaggio «affinché si programmino le strategie per elevare la qualità del turismo in Abruzzo, qualità che può tutelare l’immagine della nostra regione, ma soprattutto le aziende ricettive abruzzesi. La guerra dei prezzi e ai ribassi non favorisce un successo aziendale o comunque di comparto produttivo. Tendere alla qualità significa lavorare su tutto l’indotto e quindi elevare l’utenza e i riflessi comportamentali nelle dinamiche economiche e finanziarie delle località dove questa utenza si rivolge, dall’indotto all’acquisto degli immobili, alla ristorazione, ai pubblici esercizi e allo shopping».
CAMERE DI COMMERCIO
Maggiormente improntato all’ottimismo il commento di Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia: «Premesso che l’andamento della stagione estiva si chiude a fine settembre, per il momento l’andamento è buono. I numeri», aggiunge, «sono in ripresa anche rispetto all’anno precedente. Prudenzialmente siamo in pareggio e addirittura in attivo. Ci sono più stranieri, anche nelle varie strutture alberghiere, un numero ritrovato. L’anno scorso era un turismo prettamente nazionale, quest’anno sono tornati i turisti dall’estero. L’appeal del made in Italy c’è sempre e il nostro, in più, è un territorio naturalisticoricco di Parchi. Come Camera di commercio abbiamo lanciato un bando per la destagionalizzazione dei flussi turistici per incentivare i gruppi sportivi e culturali di tutta l’area di Teramo e dell’Aquila a venire nei nostri territori in periodi che non siano di alta stagione. Le grandi linee di attrazione sono mare, monti e anche le aree interne con il turismo rurale, l’agrifood, le cantine vitivinicole, il turismo esperenziale con i Comuni che si stanno organizzando per offrire infrasttrutture di livello».
Sulla stessa lunghezza d’onda il parere del presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Gennaro Strever: «Abbiamo le strutture totalmente piene, almeno per quanto riguarda luglio e agosto. Le zone maggiormente attrattive sono la Costa dei trabocchi, le piste ciclabili della Via Verde e degli altri territori. I nostri operatori pian piano stanno crescendo e si evidenzia uno spiraglio interessante. Mi risulta che mai come ora sia cresciuto il numero di appartamenti affittati. Direi che la stagione turistica estiva è soddisfacente e sicuramente in crescita. Pescara, in modo particolare, fa registrare una notevole presenza di turisti stranieri e non c’è un posto libero neanche a pagarlo oro. Ma è tutto il litorale, da San Salvo a Martinsicuro, a far registrare il pienone. C’è una forte ripresa dopo la pandemia».
I TRABOCCHI
Uno dei simboli più antichi e allo stesso tempo più nuovi dell’Abruzzo costiero è quello dei trabocchi (nel Teramano si chiamano caliscendi). Da qualche anno il turismo regionale si identifica con queste antichissime macchine per la pesca trasformate in ristoranti galleggianti. Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, sottolinea «l’incremento soprattutto a giugno e ora, in agosto». «I trabocchi», spiega, «richiamano la parte gastronomica, mentre fortemente attrattiva è la Via Verde che va ancora completata. È invasa da molta gente che arriva da ogni parte d’Italia e d’Europa. Paesaggi suggestivi e rispetto della sostenibilità: le chiavi per un turismo da rivitalizzare. I locali e ristoranti sono sempre pieni perché c’è tanta gente, ma le famiglie spendono meno».
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