Abruzzo, turismo estivo da tutto esaurito in agosto

18 Giugno 2022

Gli albergatori: «Ma i costi energetici sono aumentati, siamo in difficoltà»

Una primavera da record e un’estate che parla già di “tutto esaurito” per il periodo di Ferragosto, ma anche per alcuni fine settimana di luglio: è così che il turismo abruzzese, sulla scia anche di quello nazionale, si sta riprendendo e riportando sui numeri del pre-pandemia.
Lo dicono l’osservatorio di Federalberghi e il presidente regionale Giammarco Giovannelli, secondo cui, oltre al problema della carenza di personale, c’è però anche l’incognita della crisi energetica che potrebbe mettere in crisi i bilanci delle strutture turistiche. Questo, mentre nelle strutture turistiche abruzzesi si continua anche ad ospitare gli ucraini in fuga dalla guerra: hanno superato 8mila quelli giunti in Abruzzo, più della metà ospitati negli alberghi.
LA PRIMAVERA DA RECORD
I primi dati sul 2022 dell’osservatorio nazionale di Federalberghi parlano chiaro: la primavera è stata migliore dell’ultima prima dell’arrivo del Covid.
Nel mese di maggio, infatti, si è registrato il 33,4% in più di presenze nelle località turistiche italiane rispetto al 2019. Ancora più confortante il dato riguardante gli stranieri: le loro presenze sono cresciute del 45,8%. Tanto che la stessa Federalberghi nazionale parla di «concreti segnali di ripresa».
E in Abruzzo? «Veniamo da due anni senza turismo primaverile. Ma nei ponti, quest’anno abbiamo visto numeri migliori rispetto al pre-pandemia», dice il presidente regionale dell’associazione di categoria Giovannelli, «i numeri della primavera, insieme a un’estate che si spera in linea con la buona stagione dell’anno scorso, potrebbero farci tornare ai livelli del pre-Covid».
L’ESTATE DA TUTTO ESAURITO
Quindi sulle prospettive per la stagione estiva.
«Al momento sulla costa c’è già da tempo il tutto esaurito o quasi per alcune settimane di agosto, in special modo dal giorno 8 in poi, ma anche di luglio», continua Giovannelli, «mentre assistiamo a una riscoperta dell’entroterra. Qui, per paradosso, il Covid con le sue limitazioni ha fatto riscoprire ai turisti i borghi e il verde e il nostro interno sta crescendo ancora oggi». Anche perché sta tornando il turismo straniero.
«Anche in questo caso», precisa il presidente regionale degli albergatori, «il dato è crescente, dopo due anni di assenza quasi totale di presenze dall’estero. A riscoprire l’Abruzzo sono soprattutto tedeschi, olandesi, svizzeri e belgi, ma anche tanti inglesi».
L’obiettivo per quest’anno è quello fissato da uno studio dell’istituto Demoskopika nelle settimane scorse, che prevede per l’Abruzzo quest’anno un milione e 600mila arrivi per sei milioni di presenze (cioè il numero totale di notti in vacanza): numeri, questi, da pre-pandemia.
L’INCOGNITA ECONOMICA
Se i numeri fanno guardare con ottimismo alla stagione estiva, c’è però l’incognita della crisi energetica e della guerra in Ucraina che aleggia sul turismo.
«C’è il grande dilemma dei bilanci di fine stagione delle strutture turistiche, che generano ansie negli operatori», continua il presidente di Federalberghi Abruzzo, «i costi energetici e di riflesso di tutti i prodotti sono infatti aumentati in maniera impietosa e sappiamo che questo avrà un’incidenza importante nei conti, ma non sappiamo ancora di quanto. Quello che è certo è che ormai lo scenario internazionale ci dice che non si tornerà più indietro e che sarà necessario ripensare a nuove scelte di gestione delle imprese. Dopo la stagione il panorama turistico dovrà fare i conti e riflettere su come affrontare questa nuova era».
LA CARENZA DI PERSONALE
Anche in Abruzzo, quasi ovunque tra le località turistiche, si possono incontrare decine e decine di cartelli che riportano la scritta “cercasi personale”.
«Il problema c’è», spiega Giovannelli, che continua: «É cambiata la cultura dei giovani: un tempo “la stagione” nella ristorazione o nel turismo in generale era vista come un importante momento formativo, la prima esperienza nel mondo del lavoro dei giovani. Può essere ancora così, qui si parla una lingua universale che è un bagaglio importante per un giovane. Ma ognuno deve fare la propria parte per invertire la rotta: devono farlo le famiglie e devono farlo gli operatori, ci sono situazioni indifendibili che non possiamo difendere».
«Ma devono fare la propria parte anche le scuole», conclude il responsabile della Federalberghi regionale, «in questo senso crediamo molto nel nuovo Istituto tecnico superiore abruzzese “Turismo e Cultura”». Quello del turismo resta un fronte importante per l’economia dell’Abruzzo.
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