Abruzzo, undici milioni per le aree interne

Stanziati i fondi per l’adeguamento dei servizi essenziali. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento
L’AQUILA. Undici milioni di euro per le aree Alto Aterno-Gran Sasso-Laga e Gran Sasso-Subequana, due dei cinque comprensori-target individuati dalla Regione Abruzzo nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (Snai). È quanto prevedono due delibere approvate dalla giunta regionale su proposta dell’assessore al Bilancio e alle Aree interne Guido Quintino Liris.
IL PROGETTO. La Snai è una politica di sviluppo e coesione territoriale messa in atto dallo Stato per contrastare la marginalizzazione e il declino demografico dei territori più distanti dai servizi essenziali. Riguarda, complessivamente, 72 aree, per un totale di 1.077 Comuni e circa 2 milioni di abitanti. Delle aree selezionate, 54 hanno sottoscritto Strategie d’area e 38 Accordi di programma quadro.
Gli investimenti previsti - 591 milioni di euro, in aggiunta agli stanziamenti provenienti dai Programmi operativi dei fondi strutturali e di investimento europei e da altri fondi, pubblici e privati - sono centrati su vari obiettivi: sicurezza del territorio, efficientamento energetico, sistemi produttivi territoriali, inclusione sociale, servizi digitali, istruzione, servizi sanitari e socio educativi, trasporti, valorizzazione delle produzioni tipiche locali, sostegno alle imprese.
L’ABRUZZO. La Regione ha individuato cinque aree interne: Basso Sangro-Trigno; Val Fino-Vestina; Gran Sasso-Subequana; Valle del Giovenco-Valle Roveto e Alto Aterno-Gran Sasso-Laga, per un totale di 103 Comuni e una popolazione di quasi 120 mila abitanti.
LE DELIBERE. Con una delle due delibere è stato di fatto approvato l’accordo di programma quadro dell’area Gran Sasso-Valle Subequana, che coinvolge 25 Comuni della provincia dell’Aquila. L’intesa porta la firma, oltre che della Regione, dell’Agenzia per la coesione territoriale, di quatto ministeri (Istruzione, Infrastrutture, Salute e Agricoltura), dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) e del Comune di Molina Aterno (foto), soggetto capofila dell’area interna. L’accordo prevede che i Comuni potranno consorziarsi per presentare progetti congiunti inerenti i fattori di sviluppo individuati dalla Strategia. La copertura finanziaria prevista è di 5,5 milioni di euro.
Con la seconda delibera, invece, quella riguardante l’area Alto Aterno/Gran Sasso Laga - individuata a seguito dei terremoti del 2016/2017 e di cui fanno parte 15 comuni montani distribuiti tra le province dell’Aquila e di Teramo - è stato invece approvato, spiega Liris, il cosiddetto «preliminare rafforzato, modificato in considerazione delle mutate esigenze di sviluppo dovute alla crisi pandemica ed economica provocata dal Covid».
In questo caso il plafond è di 5,4 milioni. «L’obiettivo primario dell’azione di questo governo regionale», afferma Liris, «in piena corrispondenza con i principi espressi nella Strategia nazionale aree interne, è quello di contrastare la marginalizzazione e lo spopolamento dei territori più interni e fragili, distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali».

