Abruzzo, è allarme per i reati messi a segno dalle baby gang

29 Gennaio 2023

Ma dalla relazione spariscono le infiltrazioni mafiose e i delitti commessi dai politici

L’AQUILA. In Abruzzo è in calo il numero dei reati (da 25.000 a 24.000) ma sono saliti in maniera preoccupante quelli commessi da minorenni. È questa in estrema sintesi la situazione della Giustizia nella nostra regione così come è stata delineata dalla presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario che si è svolta ieri nel palazzo di giustizia del capoluogo. Una cerimonia tornata alla normalità dopo gli anni della pandemia anche se, per motivi di sicurezza, la “presenza” è stata limitata alle autorità. Ma come negli anni scorsi è stato possibile seguire l’evento in streaming. Il tutto è durato un paio di ore ed è stato nel segno della sobrietà con i tempi degli interventi _ una decina _ contingentati.
La Presidente ha esordito ricordando Emilio Alessandrini (il magistrato ucciso 44 anni fa a Milano da Prima Linea) e ha sottolineato «l’insostituibile funzione di garanzia svolta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”.
LA GIUSTIZIA MINORILE.
Dal primo giugno 2021 al primo giugno 2022 (è questo il periodo di riferimento della relazione) sono stati denunciati 153 episodi di violenze tra minori, oltre a 18 risse.
«Alcuni di questi reati», ha sottolineato Francabandera, «sono particolarmente gravi e tali da richiamare grande attenzione mediatica, come quelli relativi ai fatti che all’Aquila hanno visto contrapporsi gruppi di minori stranieri, ospiti di comunità del territorio, che hanno destato molto allarme tra la popolazione. Gli Uffici segnalano come problematico anche l’arrivo in Abruzzo di molti ragazzi ucraini costretti dalla guerra a lasciare le loro case e, spesso, le famiglie».
Ma «le strategie di immediato intervento attivate dal Tribunale e dalla Procura minorile», ha affermato Francabandera, «hanno avuto successo, avendo gestito nel giro di pochi mesi _ dalla fine di febbraio a settembre 2022 _ oltre 250 procedimenti relativi a situazioni molto eterogenee: presenza o meno di familiari sul territorio, gruppi facenti parte di squadre sportive o scuole, necessità di trovare adeguate sistemazioni e di nominare tutori. Riemerge anche il tema della necessità di una cittadella della giustizia minorile di cui si parla dal 2009».
FEMMINICIDI.
«Anche quest'anno è stata riscontrata», ha sottolineato la Presidente, «una sia pur contenuta diminuzione del numero dei reati denunciati, compresi quelli più gravi, in tal senso la direzione distrettuale antimafia segnala 23 nuove iscrizioni. Tali dati confermano che l'Italia è uno dei paesi più sicuri d'Europa, in cui tutti i reati connotati da violenza sono in regressione, gli omicidi in particolare, scesi quasi del 90% dagli anni Novanta del secolo scorso a oggi».
Tra questi, ha spiegato ancora Francabandera «scende di poco, invece, il numero dei cosiddetti femminicidi. In Abruzzo i due casi del 2022 sono stati seguiti dal suicidio dell'autore. Si tratta di un fenomeno dolorosissimo che avviene in misura prevalente in ambito domestico, oggetto di grande attenzione in tutta Europa. È la punta di un iceberg in parte ancora nascosto, fatto di violenze sessuali, condotte persecutorie, maltrattamenti, molestie, reati tutti aumentati durante l'emergenza pandemica a causa della convivenza forzata e adesso in fase di lieve diminuzione».
MAFIA E RICOSTRUZIONE.
Nella relazione di quest’anno i reati legati alle infiltrazioni mafiose vengono appena accennati.
Stessa cosa per quelli contro la pubblica amministrazione o legati alle vicende della ricostruzione post sisma 2009. Nel settore civile emergono «difficoltà per lo smaltimento dei procedimenti con riduzione solo negli uffici giudiziari di Pescara e Chieti».
LE NOMINE.
La Presidente della Corte d’Appello ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura di «provvedere con tempestività alle nomine dei vertici degli Uffici abruzzesi. Mancano all’appello, ormai da troppo tempo, il Presidente del Tribunale dell’Aquila, le cui delicatissime funzioni distrettuali sono ben note, tre Procuratori _ Chieti, Sulmona, Avezzano _ e il Presidente della Sezione civile della Corte. È privo di Presidente anche il tribunale di Avezzano, mentre gli Uffici di Vasto a giorni saranno privi di entrambi i vertici».
PROCURA DELL’AQUILA.
L'avvocato generale, Alberto Sgambati - in veste di procuratore generale facente funzioni dopo il trasferimento di Alessandro Mancini deciso dal Csm - ha detto che nel suo ufficio «la pianta organica registra una perdurante scopertura, ci sono 3 magistrati su 6».
Sgambati ha poi affermato che il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Michele Renzo, nei prossimi mesi andrà in pensione. A breve quindi il Consiglio superiore della magistratura dovrà bandire il concorso per l'importante incarico in attesa del quale le funzioni provvisorie dovrebbero essere assunte dal sostituto procuratore Stefano Gallo, come pm più anziano.
TEMPI LUNGHI.
Infine giustizia lenta e riforme impantanate. Un temae dominante su tutti gli altri. «Non occorre ripetere quello che da anni ci diciamo sull’assoluta necessità di intervenire sui tempi inaccettabili dei processi», non a caso si legge nella relazione di Francabandera, «un fattore di pregiudizio alle parti e all’ordinato sviluppo dell’economia e dei mercati e nel settore penale anche alle garanzie personali degli imputati, alle aspettative delle persone offese e all’interesse all’accertamento dei fatti».