Abusi su balconi, vetrate e muri: ecco come mettersi in regola

Decreto Salva-casa, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri si potranno sanare le piccole anomalie Gli interventi riguardano, per esempio, modifiche interne che non superino tra il 2 e il 5% di tolleranza
L'AQUILA. Balconi, vetrate e muri non in regola. Il decreto Salva-casa, approvato dal Consiglio dei ministri, interviene sulle casistiche di abusi edilizi di minore gravità, con tolleranze costruttive tra il 2% e il 5%, che adesso potranno essere sanati. È il caso, ad esempio, di una parete divisoria interna all'abitazione, abbattuta per ampliare il salone o per creare una cameretta per un figlio. Con la normativa precedente era necessario che il nuovo ambiente avesse le dimensioni minime e il rapporto tra superficie finestrata, in proporzione alla superficie del pavimento, conforme sia al regolamento edilizio attuale che a quello dell’epoca della realizzazione. Con le nuove regole la stanza da creare non deve essere più in linea con il regolamento edilizio attuale, ma solo con quello in vigore all’epoca della realizzazione. Sia che il tramezzo venga abbattuto, sia che venga realizzato, trattandosi di opere che non apportano aumento di superficie utile, i costi per la sanatoria risultano modesti.
VERANDE E PORTICI
Se è stata realizzata una veranda senza permessi, ovvero la chiusura di un balcone con una struttura fissa che crea nuovo spazio abitabile l’opera è realizzabile solo con il permesso di costruire perché si tratta di nuova edificazione. Posto che l’abuso non deve essere ancora stato contestato, le nuove norme rendono la sanatoria più semplice, perché basta che all’epoca della realizzazione l’opera fosse possibile. Serve un permesso di costruire e gli oneri saranno liquidati sulla base di una stima dell’aumento di valore della casa. Inoltre, con le nuove norme si possono installare su un balcone o in un portico senza permessi le vetrate panoramiche amovibili, purché del tutto trasparenti e che permettano il ricircolo d’aria. Si possono mettere liberamente anche tende da sole ancorate con strutture fisse, se non creano uno spazio del tutto chiuso. Per quanto riguarda la realizzazione abusiva di un soppalco in casa, se non serve per la permanenza di persone ma è utilizzato con la funzione di deposito, la sanatoria era possibile anche con le vecchie norme semplicemente presentando una Scia, trattandosi di un intervento di manutenzione straordinaria. Se il soppalco è adibito a studio o camera da letto bisogna vedere che cosa prevedeva il regolamento edilizio in vigore all’epoca e, in particolare, le disposizioni in materia di altezza dei soffitti e di rapporto tra la superficie soppalcata e quella sottostante. Con le nuove norme basta il rispetto del regolamento dell’epoca della costruzione.
DIVISIONE DI APPARTAMENTO Posso dividere il mio appartamento in tre immobili di piccola dimensione da affittare? Ora è possibile, a una condizione: che l’immobile da frazionare sia ancora nello stato in cui si trovava prima che nel luglio 1975 fossero introdotte le norme sulle caratteristiche igienico sanitarie alle quali i regolamenti edilizi possono derogare solo introducendo misure più restrittive. Se, invece, ho un ufficio in un condominio posso trasformarlo in un appartamento se la quota millesimale delle residenze è la maggioranza, purché l’unità immobiliare sia ubicata dal primo piano in su. Se è al piano terra il cambio d’uso deve essere previsto dalle norme urbanistiche ed edilizie. Il Comune può anche negare i permessi, ma ha tempi stretti. Se c’è una ristrutturazione edilizia effettuata con la Scia il silenzio assenso scatta dopo 30 giorni, con il permesso di costruire si sale a 45 giorni. Solo se l’immobile è sottoposto a vincolo paesaggistico i tempi si allungano: 90 giorni per la Sovrintendenza ai beni architettonici e altri 90 per il Comune. Il decreto Salva-casa riduce gli oneri amministrativi per i cittadini: per dimostrare lo stato legittimo sarà sufficiente presentare il titolo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio, anche in sanatoria. Ne deriva che le parziali difformità che saranno sanate contribuiranno a dimostrare lo stato legittimo di un immobile.

