Abusò delle due nipoti, arrestato lo zio

4 Febbraio 2021

La bambina di 9 anni racconta tutto alla madre e scatta la denuncia. E ieri i carabinieri hanno portato l’uomo in carcere

PESCARA. Finisce in carcere per aver abusato delle sue due nipotine, figlie di suo fratello, quando non avevano neppure dieci anni. Una inquietante storia di violenza sessuale su minori che ha avuto come scenario un piccolo centro della provincia di Pescara dove le famiglie abitano una a fianco dell’altra.
Una vicenda emersa grazie al lavoro del Gav, il Gruppo antiviolenza, che opera all’interno del tribunale, voluto dal procuratore Anna Rita Mantini, che lavora con grande riservatezza, seguendo le vittime di violenza in tutto il loro percorso giudiziario e non solo.
Una struttura inaugurata un paio di mesi fa, ma che funziona ormai a pieno ritmo, con l’ausilio dei carabinieri della sezione di pg, coadiuvati da personale della questura di Pescara: le due forze che hanno condotto le indagini, coordinate dal pm Rosangela Di Stefano. La querela venne presentata dalla madre delle due vittime quando casualmente, mentre era in macchina con la più piccola che ha 9 anni, venne a conoscenza di questa terribile situazione. La piccola era turbata e ad un certo punto scoppiò a piangere dicendo alla madre che «non si poteva più tenere quella cosa».
Nel 2018 lo zio 52enne l'aveva fatta scendere con lui in cantina, si era abbassato i pantaloni e le aveva fatto toccare il proprio organo genitale. Un racconto che la piccola confermò, con la massima credibilità durante l'audizione protetta, però sempre mimando quello che le aveva fatto fare lo zio, perché non riusciva a spiegarlo a parole. Aveva anche detto delle continue attenzioni dello zio che era arrivato anche ad arrampicarsi sul terrazzo confinante solo per guardarla giocare ed alzarle la gonna. E ci sarebbe stato un altro episodio dove l'uomo avrebbe insistito per far scendere la bimba sotto casa e al suo rifiuto l’aveva rimproverata, così la piccola, ormai impaurita e terrorizzata dallo zio, chiese al fidanzato della sorella, che si trovava casualmente a casa sua, di accompagnarla. E l'imboscata dell'uomo non andò a buon fine. Ma la cosa ancor più sconvolgente è che, nel sentire il racconto della piccola vittima, la sorella, che oggi ha 20 anni, saltò sulla sedia e disse: «Che ti ha fatto? Lo sapevo, anche a te». E così anche quest’ultima raccontò la sua esperienza con lo zio avvenuta dieci anni prima, quando frequentava le elementari. Ed è l'altra figlia, quella maggiore, a fornire altri elementi d’accusa, riferendo di un altro singolare episodio avvenuto sempre nel 2018: quando chiese alla sorellina di andare a prendere un cerotto a casa dello zio che era stato avvisato, e la piccola scoppiò a piangere. Quindi la sorella più grande decise di andare lei e quando entrò in casa dello zio, quest'ultimo si fece trovare completamente nudo, segno, secondo il giudice, che era in attesa della piccolina.
«Alla luce delle risultanze investigative», scrive il gip Nicola Colantonio che ha firmato la misura cautelare, «l'indagato risulta del tutto privo di freni inibitori, in quanto incapace di arginare le proprie turpi ed insane pulsioni sessuali, spesso sfogate sulle nipoti, vittime particolarmente vulnerabili sia perché in tenera età - al momento del fatto - sia perché legate da rapporti di parentela con l’indagato, il quale si è dunque approfittato in maniera vile e meschina dello stato di soggezione e fragilità delle persone offese, confidando nel loro silenzio». L’arrestato, prelevato ieri mattina dai carabinieri di Popoli, è stato trasferito nel carcere di Viterbo (per motivi legati alla pandemia), a disposizione del gip laziale che lo interrogherà per rogatoria.
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