Aca, prima del voto finale spunta il super incarico

Oggi l’assemblea dei sindaci per scegliere il nuovo presidente e i membri del cda Ma la dirigenza ha già nominato consulente Massimo Papa, il manager di Attiva
PESCARA. Il 5 ottobre scorso, ad appena tre giorni dall’assemblea dei sindaci in programma questa mattina alle 10 per decidere chi saranno i prossimi capi tra 69 candidati, l’Aca ha affidato un incarico da oltre tremila euro al mese. L’incarico è stato dato a Massimo Papa, 61 anni, attuale amministratore unico dell’Attiva spa, nominato al vertice della società dei rifiuti dall’amministrazione comunale del sindaco Pd Marco Alessandrini il 24 giugno scorso. Sui documenti di nomina, si parla di incarico da «temporary manager», cioè un dirigente a tempo determinato. Papa, pugliese di origine e pescarese d’adozione con un passato da dirigente alla Deco e alla Dayco, è stato già consulente dell’Aca durante il mandato dell’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre, l’avvocato esperto di diritto amministrativo che ha portato l’ente al concordato per fronteggiare oltre 100 milioni di euro di debiit: dal 2014 fino al 31 luglio scorso, il suo è stato un incarico tecnico per la «riorganizzazione» del personale Aca, per l’«implementazione» del controllo di gestione e l’«assistenza» alla direzione amministrativa e finanziaria. Una proroga indispensabile, secondo l’Aca, «per non rendere vano e improduttivo il lavoro fin qui svolto e le cui premesse appaiono di interesse e proficue».
Durante il suo precedente mandato, spiega la determina di nomina dell’Aca, Papa ha elaborato «un piano triennale (2016-2018) per le assunzioni di personale che prevede nel triennio l’ingresso di 38 figure professionali». Sempre Papa ha studiato «una nuova pianta organica dell’Aca che introduce significativi cambiamenti nella struttura organizzativa, nei processi di lavoro e nei compiti svolti da una grossa parte dei dipendenti della stessa società». Inoltre, «è stata raggiunta un’intesa con i sindacati per l’istituzione di un premio di risultato» per i dipendenti. Per questo, secondo l’Aca, il lavoro di Papa deve proseguire e toccare anche i capi dell’Aca. Tra i nuovi compiti di Papa ci saranno anche quelli di «introdurre analogo sistema per il management della società» e «procedere a un riordino e a una razionalizzazione delle indennità corrisposte a vario titolo ai dipendenti». Papa dovrà «completare» uno studio sugli inquadramenti del personale «al fine di raggiungere obiettivi di coerenza e di equità».
Con Di Baldassarre decaduto e con il presidente e il cda che saranno scelti solo oggi chiudendo una polemica che dura da quasi due mesi, l’incarico è stato affidato dal direttore generale Aca Bartolomeo Di Giovanni con il parere favorevole del commissario giudiziale Guglielmo Lancasteri: dal 1° ottobre scorso fino al prossimo 31 luglio, Papa percepirà 2.916,66 euro al mese «oltre Iva e previdenza come per legge». Una retribuzione che si aggiunge al compenso per l’attività prestata all’Attiva: in questo caso, la retribuzione ammonta a 37.800 euro all’anno. Secondo il contratto, Papa resterà al vertice della società dei rifiuti fino al 2018.
Papa è un esempio di manager della trasparenza: sul sito Internet dell’Attiva, ha pubblicato i propri compensi, l’ultima dichiarazione dei redditi e il curriculum che contiene anche gli estremi dell’attività svolta per l’Aca.
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